Dopo “La direzione dell’intelligenza infinita” ho il piacere di proporti un altro testo inedito del grande maestro del Nuovo Pensiero, Wallace D. Wattles. Anche per quanto riguarda questo testo è stupefacente (meraviglioso!) quante siano le corrispondenze con i principi spirituali di Mind3®.

Il processo di guarigione spirituale qui illustrato da Wattles ha infatti formidabili punti di contatto con il processo di guarigione spirituale che avviene in Mind3®.

Quello che vorrei dire a Wattles è che grazie anche al suo lavoro siamo riusciti ad arrivare fin qui e a trovare, io credo, finalmente, delle tecniche che sono la prova della validità di questi principi e soprattutto che permettono di tradurre questi principi in processi reali di guarigione.

 

Guarigione spirituale

di Wallace D. Wattles

(prima parte)

Lo spirito è chiamato sostanza perché è immutabile, incontrovertibile, immobile. L’egoismo è invece la convinzione che il proprio sé o la propria identità potrebbero mutare, in senso negativo o in senso positivo. L’egoismo è una credenza nel guadagno o nella perdita di un sé esterno. Egoismo e prodigalità sono come i polmoni di uno stesso corpo: costituiscono l’inspirazione e l’espirazione delle idee di proprietà. Se sono in equilibrio, c’è pace e salute. Se l’egoismo domina, è come inspirare continuamente senza espirare: si va in iperventilazione, non c’è possibilità di scaricare le energie, e presto il sistema va al collasso; ugualmente accade se è la prodigalità, intesa come spreco, a dominare: i polmoni sono sempre vuoti e dopo poco vanno in carenza di ossigeno, mandando ugualmente il sistema al collasso.

Dalla mente al corpo

Ed è proprio così che accade, anche nel corpo. Prima o poi, quello che siamo nella mente, diventa quello che siamo nel corpo. Il nostro corpo inizia ad assumere la fisionomia del nostro atteggiamento mentale. E mentre modifica i lineamenti esterni, modifica anche gli organi interni. E così se vedi quell’uomo politico sulle cui labbra, mentre parla, si disegna la linea del disgusto, che sembra disprezzare l’interlocutore, puoi star certo che il suo atteggiamento mentale verso il mondo è quello di chi prova disgusto e disprezzo per gli altri e puoi stare altrettanto certo che egli avrà problemi di stomaco – prima di gastrite, poi di ulcera cronica e infine, nei casi peggiori, potrebbe perfino insorgere un tumore.

Allo stesso modo quando è la natura egoista della mente ad arrivare alla superficie della carne, potrai notare che le orecchie tendono a proiettarsi in avanti, gli occhi sembrano guardare da sotto e sembrano succhiare gli oggetti per un esame privato e sospettoso; le labbra si tirano, quasi seccandosi, in una linea striminzita; gli stessi pori tendono a trattenere il sudore invece che lasciarlo fuoriuscire.

I prodighi son all’altro estremo: tendono a sudare eccessivamente e tendono all’eccesso in ogni cosa: mangeranno troppo, berranno troppo, saranno più inclini alla dipendenza dai vizi di qualunque natura, tenderanno al sovrappeso e all’obesità, con tutte le conseguenti problematiche di salute a questi connesse, come diabete, pressione alta, problemi cardiovascolari eccetera.

Guarire il corpo, guarire lo spirito

Come guarire? Ci sono due modi: quello convenzionale e quello spirituale. Il primo lo conosciamo tutti: si tratta dei rimedi che partono dal sintomo e agiscono sul sintomo. Questi includono sia i farmaci allopatici, quelli della medicina “ufficiale”, sia i rimedi cosiddetti alternativi – omeopatici, fitoterapici, naturopatici, ayurvedici eccetera.

Sì, perché, a ben osservare, entrambi questi approcci, all’apparenza così antagonisti, si basano sui medesimi presupposti: il rimedio deve agire sul sintomo. Questo è un modo efficace, intendiamoci – e che sia benedetta la storia della medicina occidentale! – ma purtroppo non risolutivo. Perché pretendere di guarire definitivamente un problema agendo unicamente sul piano del sintomo, ovvero sul piano dell’effetto, è come pretendere di debellare l’inquinamento usando dei ventilatori per ripulire l’aria della città: potrai anche ottenere i risultati temporanei che desideri (in Cina bombardano le nuvole per far piovere) ma non risolverai un bel niente. Ti limiterai a tamponare temporaneamente il problema, ma quello inevitabilmente si ripresenterà. E allora cosa farai? Farai quello che il novantanove per cento della gente fa: ti rassegnerai al tuo problema. E così diventerai il tuo problema. Non dirai più ho mal di schiena ma sono uno che soffre di mal di schiena, non dirai ho mal di stomaco ma sono uno che soffre di mal di stomaco. Così, nelle parole rispecchierai la tua resa nei fatti: il tuo problema ti avrà vinto, sarà lui a dominarti.

Il secondo modo per guarire, il modo spirituale, non è affatto sostitutivo al primo; al contrario, è a esso perfettamente integrato. Sì, perché se con il modo convenzionale possiamo appianare il sintomo – sfiammare l’infiammazione, placare la sofferenza, risolvere la fase acuta de problema, con il modo spirituale possiamo intervenire sulle vere cause del problema, di qualunque problema. E le vere cause non si trovano mai nel corpo, ma si trovano nella mente – e dalla mente ci guidano alla radice spirituale del benessere: il ripristino dell’equilibrio.

Perciò la guarigione spirituale riguarda sempre quello con cui ho aperto questo testo: riguarda lo spirito, che è immobile, incontrovertibile, immutabile.

 

(Continua…)