Tutti siamo interconnessi e tutti abbiamo un piano personale. Un piano divino. Quando attivo il processo di risoluzione con Mind3® (l’Induzione delle 5 Matrici®), ripulisco tutti i blocchi che riguardano quello specifico problema e che si trovano su uno o più piani del mio territorio subconscio, dal piano (Matrice) biografico ai piani (Matrici) transpersonali.

Ma faccio anche un’altra cosa: ripulendo dai blocchi negativi subconsci mi apro alla mia evoluzione spirituale, al mio potenziale divino.

Dialettica energetica

L’essere umano vive nella dialettica di due energie: subconscia e superconscia, animale e spirituale, distruttiva e costruttiva, negativa e positiva. Quando ripulisco la prima, contemporaneamente manifesto la seconda, quando dissolvo il dolore che incatena la mia vita, contemporaneamente libero le potenzialità della mia vita, mi evolvo, avanzo verso nuovi livelli di esistenza e di consapevolezza. Riesco a farlo perché mi svuoto di ogni mio limite e sono pronto a riempirmi del mio divino piano personale, del mio personale destino di amore.

Perché è così che funziona: il nostro negativo nasconde e rivela il nostro potenziale, sulle nostre catene sono già scritte le parole della nostra libertà.

Tutti conosciamo la sofferenza, la paura, il dolore. Ognuno di noi ha però il suo specifico modo di viverle. Fanno parte del nostro universo personale. Questo universo personale non è casuale. C’è qualcosa di specifico che dobbiamo capire, qualcosa di specifico che dobbiamo risolvere e trasformare. Riguarda noi e soltanto noi, e riguarda ognuno di noi.

Il nostro “qualcosa”

Io chiamo questo qualcosa il mio seme karmico. Intendo l’aggettivo karmico nel suo senso più neutro, di “concatenazione di eventi di causa-effetto”, e non con riferimenti alla dottrina della reincarnazione. Semmai lo intendo nel significato di interconnessione spirituale tra tutti gli esseri viventi che popolano e hanno popolato la terra (l’universo), e di cui ognuno di noi è effettivamente “reincarnazione” perché tutti noi siamo fatti dei loro geni, dell’eredità di milioni, miliardi di anni di vita – come si sperimenta nelle Matrici Filogenetica, Karmica e Cosmica.

Tutto ciò che risolviamo, che guariamo, ha sempre a che fare con questo seme karmico, con questo qualcosa.

Questo qualcosa che dobbiamo trasformare è soltanto subconscio nel senso di personale, legato alla nostra biografia, ma anche nel senso di transpersonale, che riguarda sempre il tutto a cui sono interconnesso, l’intero universo. Risolvendo il mio seme karmico io risolvo ciò che in me riguarda il tutto e quando lo risolvo, praticando e comprendendo Mind3®, allineo il mio sistema conscio-subconscio-superconscio e libero il mio potenziale.

Questo seme karmico, questo qualcosa che dobbiamo trasformare, è infatti anche quel qualcosa che ci rende unici, la nostra energia sacra, il seme della nostra creatività, della nostra bellezza, delle nostre emozioni. Il nostro seme karmico è anche il seme del nostro vero noi stessi. O del nostro piano divino personale.

Comprendere il nostro seme karmico

Finché non comprendiamo questo nostro seme karmico, e non iniziamo a risolverlo, la nostra vita continuerà a essere costellata di eventi che ci ricorderanno sempre di cercare e trovare questo qualcosa. La nostra vita continuerà a rispecchiare ciò che noi siamo e si presenterà come un mix di eventi che chiamiamo negativi – le influenze dei nostri blocchi subconsci – e di eventi che chiamiamo positivi – il nostro potenziale. Saranno intrecciati in modo sempre più inestricabile, incomprensibile, e non a torto, senza capire il perché, malediremo il cielo e crederemo che la vita non sia guidata da altro che da sofferenza e casualità.

Quando invece comprendiamo come funziona, e iniziamo ad agire attivamente, tutto, anche gli eventi negativi, assume una prospettiva completamente nuova. Non siamo più dominati dal cieco caso ma ci sentiamo parte di un universo spirituale, vivo e intelligente, ci sentiamo parte dell’energia creatrice dell’universo, entriamo a far parte dell’energia creatrice dell’universo.