In questo post ti parlavo delle 3R del processo di auto-guarigione in Mind3®. Il lavoro sul campo ha fatto però emergere un passaggio che mi ha indotto a precisare il mio schema precedente. Ho aggiunto infatti una “R” in più. Ti ripropongo qui il post aggiornato, con lo schema delle 4R:

  • Riconnessione
  • Rielaborazione
  • Riconciliazione
  • Risoluzione

 

1. Riconnessione

Attraverso l’induzione e il processo di attivazione dell’energia inconscia che avviene sui livelli delle 5 Matrici, si verifica quella che possiamo definire una Riconnessione dell’inconscio con se stesso. Sembra proprio che l’energia inconscia stessa riconosca le esperienze, i traumi, gli eventi passati (personali e transpersonali) ancora ben presenti nell’inconscio stesso e attraverso questo riconoscimento si ricolleghi a esse. È come se l’inconscio stesso dicesse a se stesso: “Ehi, eccoci qua. Dov’eravamo rimasti?”. Il processo di Riconnessione è favorito dalla connessione-allineamento delle 3 Menti (conscia, subconscia e superconscia) verso uno stesso, unico, definito obiettivo di risoluzione o problema da risolvere. Con la connessione-allineamento puntiamo il nostro laser mentale su un unico punto e con il processo di induzione e di attivazione-liberazione dell’energia inconscia – coordinata e controllata dalla mente superconscia – permettiamo che l’inconscio si riconnetta istantaneamente con il suo stesso “materiale inconscio”, con la costellazione o strati di memorie psichiche (personali e transpersonali) riguardanti quel problema situati in una o più delle 5 Matrici. È perciò fondamentalmente la Riconnessione a permettere la liberazione dell’energia di auto-risoluzione dell’inconscio stesso, ad “agganciare” l’energia di auto-risoluzione alla realtà inconscia del problema e a permettere l’azione di auto-guarigione passando attraverso la seconda R.

2. Rielaborazione

Una volta riconnessosi alla propria “storia inconscia” riguardante quello specifico problema, l’inconscio attiva automaticamente un processo di Rielaborazione inconscia. È bene sottolinearlo: tutto avviene sul piano inconscio. Lo schema qui presentato conferma e avvalora la geniale intuizione di Carl Gustav Jung secondo cui “l’inconscio agisce nell’inconscio”. Dall’esperienza con Mind3® è esattamente quello che accade: il processo di Rielaborazione del materiale psichico che permette la “catarsi”, cioè la liberazione dell’energia nel senso di auto-risoluzione/auto-guarigione, resta completamente (o almeno in massima parte) sconosciuto e anzi precluso alla mente conscia. A livello conscio si può fare esperienza di esperienze rimosse, di situazioni precise, di immagini, scene definite, ma anche di eventi simbolici, di sensazioni negative “generiche” legate a quel problema o di esperienze “simboliche”. (In un caso, per esempio, una cliente di 45 anni che aveva paura di guidare in autostrada durante il processo si è sentita, nella Matrice I, la Matrice Biografica, “costretta in un’auto in discesa senza poter frenare”, esperienza che non le era mai capitata di vivere realmente.) Ma si può fare anche esperienza di… niente. Non è infrequente che le persone al completamento dell’Induzione delle 5 Matrici® dicano: “Da quando ho aperto la prima porta non mi ricordo più niente”. Si tratta a tutti gli effetti di uno stato di trance controllato e consapevole – perché durante l’esperienza si mantiene la mente attiva e presente sul processo, ma può succedere semplicemente che la mente conscia non faccia esperienza di nulla, per questo non ci si ricorda nulla. Perché durante il processo, mentre l’inconscio agisce sull’inconscio, attraverso la rielaborazione del materiale psichico, la mente coscia non ne è consapevole – vaga nei suoi normali pensieri, si distrae, oppure si assopisce. Ciò non impedisce al processo di Rielaborazione di funzionare perfettamente. Perché la mente conscia è esclusa dal processo.

3. Riconciliazione

La Rielaborazione del materiale inconscio transpersonale conduce a una auto-consapevolezza inconscia. L’inconscio stesso, in altri termini, riconosce in sé la “storia transpersonale” di quel problema, la comprende – ne acquisti per così dire il senso autentico – e si riconcilia con essa e con se stesso. È un processo, sottolineo, che non avviene sul piano coscio ma sul piano inconscio. Sul piano conscio ne riceviamo i benefici effetti: sentiamo cioè che quel processo che stiamo vivendo ci sta guidando veramente in una direzione piena di senso, e quel senso, anche se ci resta in gran parte inafferrabile, sentiamo che costituisce veramente il canale della nostra guarigione; ma ciò che essenziale considerare è che, oltre i riflessi consci, il processo che sta avvenendo è sempre e solo inconscio (in conformità con la legge psichica di Jung secondo cui “l’inconscio agisce sull’inconscio”). È l’inconscio stesso che, riconnettendosi con se stesso e rielaborando in se stesso il problema, scopre, riconosce e comprende il senso del suo problema – il senso inconscio e transpersonale; così avviene lo scioglimento del problema: attraverso la riconciliazione dell’inconscio con se stesso che scaturisce dal processo. Per seguire una suggestiva intuizione spirituale, questa fase cruciale per la guarigione coincide con quello che nella Bibbia viene chiamato atonement: la definitiva riconciliazione spirituale tra uomo e Dio, l’unione dell’uomo con Dio attraverso il riconoscimento di essere, uomo e Dio, un atonement, una at-one-ment, at-one-mind, cioè una-sola-mente. Il riconoscimento consapevole da parte di ogni uomo e ogni donna che ogni cellula del loro corpo, della loro mente e della loro anima non è mai separata dal Tutto, dalla Sola-Mente, ma è sempre parte del Tutto. Nel nostro caso, è l’inconscio stesso, che riconosce di essere esso stesso “una-sola-mente”, che ritrova, grazie alla Riconciliazione con se stesso, la consapevolezza di essere egli stesso, “parte del tutto” cioè parte della Sola Mente Spirituale Infinita che guida unicamente e necessariamente verso il bene è l’ordine. La Riconciliazione coincide perciò con l’integrazione tra la mente subconscia e la mente superconscia e completa il processo di guarigione con il quarto e conclusivo passaggio, la Risoluzione. Tutto questo può avvenire naturalmente perché l’azione dell’energia di auto-risoluzione subconscia è guidata dalla mente superconscia: tutto il processo è sempre gestito, al più alto livello, dalla mente superconscia.

4. Risoluzione

Quello che avviene infine, sul piano del subconscio o inconscio, è che automaticamente dal processo di Rielaborazione del materiale psichico personale e transpersonale si verifica la Risoluzione di quel particolare problema – sul piano inconscio e, di conseguenza, necessariamente, anche sul piano conscio, il piano della nostra vita quotidiana. Il processo di rielaborazione, attivato dalla Riconnessione, attiva in altri termini le risorse interne, le energie subconsce automatiche di Risoluzione del problema che avviene attraverso e grazie alla Riconciliazione (inconscia e transpersonale) in cui il materiale psichico che costituisce il problema, rielaborato e “compreso” nel suo contenuto dall’inconscio stesso, viene infine “liberato” e “dissolto”. Così si completa l’auto-guarigione attraverso la definitiva risoluzione del problema. Come facciamo a sapere che il processo di Rielaborazione è completato e sia avvenuta la tanto agognata catarsi, cioè la Risoluzione del nostro problema? Grazie a un alleato infallibile: la nostra mente superconscia. È la mente superconscia, che ha supervisionato e controllato il processo guidato dalla mente subconscia, a indicarci quando il processo stesso di auto-risoluzione (o auto-guarigione) è avvenuto. Allora possiamo riaprire gli occhi e tornare “a riveder le stelle”. Le stelle luminose e quiete del nostro benessere.