C’è un punto, quando parlo nel processo di risoluzione-guarigione subconscia Mind3® che non mi stanco mai di ripetere: l’azione di auto-guarigione avviene esclusivamente sul piano subconscio, coordinato dalla mente superconscia. Come dice Carl Gustav Jung: l’inconscio agisce nell’inconscio.

L’intenzione conscia si ferma alla connessione-allineamento e all’induzione (cioè al favorire l’entrata in se stessi, la discesa nel territorio del subconscio, in sicurezza e pace, per permettere la più sicura apertura delle porte del subconscio), dopodiché la mente conscia lascia andare il processo alla mente subconscia e alla mente superconscia. Da quel momento in poi ciò che avviene non è più conscio, ma realmente subconscio e superconscio.

Contenuti inconsci, riflessi consci

Questo è uno scoglio non semplice da superare. Molti infatti mi chiedono: “Mi sono distratto durante il processo, la mia mente ha iniziato a vagare, questo ha compromesso tutto?”. Assolutamente no! I processi di risoluzione con l’Induzione delle 5 Matrici® possono durare anche più di un’ora, quindi è letteralmente impossibile mantenere la mente conscia concentrata sullo stesso punto per un’ora! Lo stesso vale per quelle persone che mi chiedono: “Mi sembra di essermi addormentato, questo ha compromesso il processo?” No! Qualunque cosa accada a livello conscio, non interferisce in alcun con il processo e con il risultato del processo. Perché l’inconscio è proprio quello che Jung dice e ripete essere: l’inconscio “è proprio inconscio”, non lo conosciamo, non possiamo conoscerlo. Ci è inaccessibile.

Perciò non possiamo mai sapere esattamente cosa accade durante il processo di guarigione. E questo vale anche per le esperienze consce, anche molto intense, che si vivono durante i processi di risoluzione attivati dalle induzioni.

L’Induzione delle 5 Matrici® si fa esperienza di stati transpersonali radicalmente irrazionali; si fa esperienza per esempio delle vite passate. Eppure tutte le persone che vivono l’esperienza della matrice delle vite passate la comprendono e assimilano come esperienza di profondo significato, e di senso esatto rispetto alla risoluzione del loro problema. Nessuno ha mai detto: “Che assurdità”. Dall’esperienza è scaturito sempre un senso rivelatore – numinoso direbbe Jung.

Ma anche se l’esperienza delle vite passate ci appare piena di senso, a livello conscio non possiamo afferrarla completamente. Né possiamo affermare, razionalmente, di aver fatto davvero esperienza di quella esperienza. Non possiamo sapere se abbiamo fatto davvero esperienza di nostre vite passate.

Quelle esperienze potrebbero essere semplicemente delle elaborazioni consce o il risultato dell’immaginazione attiva. Potrebbero avere la stessa natura onirica dei sogni o delle fantasie. Non possiamo sapere con certezza, a livello conscio (logico, razionale) che le immagini, le scene e le sensazioni delle vite passate (come quelle di tutte le altre esperienze completamente transpersonali) siano veramente quelle che ci appaiono essere riemergendo alla superficie della coscienza. Questo va precisato perché, come Jung ne sono convinto al cento per cento, il contenuto inconscio è e resta inconscio.

L’assimilazione dei contenuti inconsci

Affinché la guarigione si manifesti completamente, deve avvenire una assimilazione dei contenuti inconsci. Per fare questo, l’Io deve rinunciare al controllo sui contenuti della coscienza a favore di un processo che non è completamente sotto la sua direzione.

Assimilazione dei contenuti inconsci non significa perciò comprensione dei contenuti inconsci: per certi aspetti (e per quanto mi riguarda questo è il bello della vita), noi resteremo per sempre un mistero anche a noi stessi.

Sta di fatto che il risultato c’è, sempre, e che l’azione subconscia di Mind3® si sviluppa nel modo seguente:

  1. Attivazione dell’energia psichica olotropica
  2. Assimilazione dei contenuti inconsci (processo sconosciuto al conscio)
  3. Integrazione tra io e sé
  4. Individuazione (guarigione)