Charles Fillmore. Comprensione (2)

Certamente è difficile da comprendere il fatto che la comprensione più alta proviene da una ispirazione-energia spirituale che non ha nulla a che fare con il pensiero logico o razionale né con l’istinto, l’abitudine o l’esperienza – ci proviene dal piano superconscio, non da quello conscio o subconscio, perché siamo abituati a pensare che quasi sempre alle nostre conclusioni arriviamo attraverso un processo di ragionamento. Tuttavia, il processo di svelamento della soluzione è spesso così rapido e così slegato dalle connessioni logiche, dai meccanismi razionali, dai processi causa-effetto, che non ci è difficile poter credere che a dettarci la soluzione sia una vera propria ispirazione.

Possiamo anzi perfino desumere uno schema attraverso cui avviene il processo di soluzione di un problema, o di creazione o invenzione di qualcosa di nuovo – quindi il processo di conoscenza.

  1. Azione del pensiero conscio-razionale
  2. Improvvisa accelerazione del processo di pensiero stesso, la quale precede
  3. Il risveglio dell’ideale o ispirazione spirituale, che costituisce la soluzione-creazione ed è slegato da processi lineari logico-razionali

La vera comprensione

La comprensione intellettuale della verità (razionale, conscia), è un enorme passo in avanti rispetto alla semplice coscienza sensoriale (istintuale, subconscia), ma è la comprensione spirituale (l’ispirazione superconscia) l’unica che rivela la verità e che permette l’acquisizione della saggezza completa.

Una delle maggiori difficoltà che incontrano tutti coloro che avanzano nello studio metafisico è superare lo scoglio del proprio pensiero conscio-razionale. È difficile, è molto difficile, abbandonare il proprio punto di vista razionale e affidarsi all’ispirazione spirituale; è molto difficile comprendere che cos’è il superconscio e affidarsi a esso (“Non la mia volontà ma la tua sia fatta!”) per la soluzione dei nostri problemi e per il percorso della nostra guarigione e della nostra rigenerazione spirituale.

Ma Gesùce lo dice chiaramente: non si possono servire due padroni. Non si può servire allo stesso tempo Dio e Mammona.

Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e Mammona.” (Vangelo di Matteo 6, 24; Vangelo di Luca 16, 13)

In genere si interpreta “Mammona” come la “ricchezza”. Ma Mammona non è soltanto la ricchezza; Mammona è tutto ciò che affianchiamo a Dio come valore equivalente. Mammona è anche l’ego individuale, il pensiero che dice io, che dice “io la vedo così”, “io dico che è così”, “io credo che sia così” eccetera. Mammona è il nostro punto di vista necessariamente limitato che ergiamo a punto di vista supremo; è il nostro pensiero limitato che innalziamo a fonte di ogni pensiero. Mammona è l’Io-Ego che pretendiamo essere pari a Dio. Così la maggior parte delle persone fallisce la vera comprensione.

La suprema comprensione spirituale

O accettiamo il fatto che è da Dio che ci proviene ogni vera conoscenza, e quindi attraverso questa suprema comprensione spirituale, ci apriamo a ricevere Dio, oppure restiamo inevitabilmente limitati nel nostro pensiero individuale, carnale, materiale, limitato dalle nostre credenze e dalla nostra intelligenza.

Se non restiamo, per dir così, reclusi nell’involucro del nostro cervello, apriremo la mente alla connessione con la Mente Divina, e allora apriremo il nostro corpo, il nostro intelletto, la nostra vita e la nostra realtà alla incondizionata ricezione di ogni bene che proviene da Dio – poiché da Dio può provenire solo bene.

Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio. (Lettera ai Romani 8, 28)

Quando scopriamo in noi stessi un flusso di pensiero che sembra essersi evoluto indipendentemente dal processo di ragionamento, dovremmo dare attenzione a questo inusuale sussurro dello Spirito in noi. Non è dell’intelletto e non ha origine nel cranio. È lo sviluppo, nell’uomo, di una maggiore capacità di conoscere se stesso e di comprendere lo scopo della creazione. La Bibbia offre molti esempi del risveglio di questa “mente dell’anima e del cuore”, nei veggenti, nei legislatori e nei profeti. È l’intelligenza spirituale, che si apre nella testa e nel cuore quando l’individuo si dona interamente al Signore. Essa non può aprirsi solo nella testa, perché l’energia di Dio, l’intelligenza di Dio, passa dall’anima e dal cuore.

La comprensione precede la realizzazione

Tra gli apostoli di Gesù, Tommaso simboleggia la testa e rappresenta la ragione e la percezione intellettuale. Gesù non ignorò la richiesta di Tommaso di avere prove fisiche della sua resurrezione, anzi la rispettò. Ma gli disse con chiarezza che la vera comprensione avviene prima della sua manifestazione. La vera comprensione risiede nell’ideale, nello spirituale. Solo così può diventare reale. Gesù, il Cristo, aveva compiuto questa rigenerazione e poteva mostrarla sul piano reale, a Tommaso, ma Tommaso, senza questa comprensione, non avrebbe potuto realizzare la stessa rigenerazione. Per questo Gesù gli disse:

“Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!” (Vangelo diGiovanni 20, 29)

La comprensione spirituale precede la realizzazione spirituale, la vera saggezza, che innesca la rigenerazione. Senza la comprensione spirituale, non ci può essere vera conoscenza, né completa saggezza. Ma la comprensione spirituale non appartiene all’uomo, appartiene a Dio. L’uomo deve avere l’intelligenza di riconoscere i limiti della sua mente umana e aprirsi a ricevere l’infinito bene della mente divina.

È così semplice, eppure così difficile.

(2 – Fine)