Esploriamo più in profondità le energie psichiche
di una delle 3 Menti di Mind3®: LA MENTE CONSCIA. Prima parte.

 

Definiamo la mente conscia come una struttura psichica la cui caratteristica principale è quella di pensare. Preciso che per “pensare” non intendo unicamente come l’azione del pensiero razionale o logico.

Per “pensare” e “pensiero” intendo più in generale l’attività della struttura psichica mente conscia. Tale attività è composta di diverse energie psichiche peculiari, una delle quali ma non l’unica è il pensiero razionale o logico.

Prima di approfondire questo aspetto c’è una cosa ancora più importante: distinguere la coscienza dal pensiero.

Coscienza e pensiero

Pensiero e coscienza non sono da confondere, sono due cose ben distinte: si può avere coscienza ed essere privi di pensiero. La coscienza è un’attività psichica autonoma e autosufficiente – è stato accertato che molti animali hanno una coscienza, cioè sono coscienti di se stessi, della presenza di altri animali, del dolore eccetera; e anzi persino delle piante si dice che possano avere coscienza, cioè si dice siano sensibili alla loro presenza in un determinato contesto.

Probabilmente la distinzione più chiara tra coscienza e pensiero ce la danno le persone affette da patologie degenerative del cervello, come i malati di Alzheimer o le persone affette da demenza senile. Osservando queste condizioni si nota uno “scollamento” tra coscienza e pensiero: queste persone sono consapevoli di essere ma hanno smarrito le coordinate, i punti di riferimento del pensiero. Sono consapevoli della presenza di altri ed esprimono una propria soggettività, ma non riescono più a esercitare un pensiero di consapevolezza o un pensiero di soggettività. Ricordi, emozioni, parole costituiscono un vasto oceano fluttuante. Queste persone sono consapevoli di essere presenti nel tempo, in un “qualche tempo” ma non hanno il pensiero del tempo, non distinguono passato-presente-futuro. Queste persone attivano pensieri ma non sanno di avere pensieri.

Persone che non pensano

Il tesoro del pensiero non scivola via solo inconsapevolmente come in questi casi, ma viene buttato via, consapevolmente, dalla maggioranza delle persone che vivono e che sono coscienti di essere al mondo. Queste persone non hanno malattie, non hanno difetti congeniti, non sono nate o cresciuti in paesi in cui la guerra o la povertà hanno impedito di poter esprimere una vita dignitosa. Niente affatto. Questi uomini e queste donne sono sani e ben nutriti, sono nati in società moderne che hanno garantito loro servizi, riparo, istruzione, sicurezza, divertimento. Certo non vivono in società perfette, ma possono esprimersi liberamente, hanno l’libertà di pensiero, parola e azione. Possono studiare, viaggiare, leggere e inventare, amare e prosperare. Possono scegliere.

Queste persone sono coscienti di tutto questo, ma non ci pensano mai!

È proprio questa la tragedia: hanno coscienza, ma non pensano. Vivono la loro vita sballottati dalle circostanze, inseguendo gli avvenimenti senza progetti, facendosi dominare dalle abitudini e guidare dagli istinti, si lasciano condizionare dalle altre persone. Non sono mai veramente se stesse, imitano sempre qualcuno o qualcosa, si lamentano di tutto e del contrario di tutto. Sono persone che non danno nulla ma pretendono tutto.

Hanno coscienza, ma non pensano.

Anche tu, quante ne conosce di persone che buttano via il tesoro prezioso che hanno ricevuto in dono? Quante persone conosci che potrebbero vivere la migliore delle loro vite e invece si lasciano vivere?

Non credere che sia un problema di oggi. Uno dei più grandi filosofi dell’antichità, Democrito, nel V secolo a.C. dei suo concittadini greci diceva:

“Finché sono piccoli non sono capaci di nulla e chiedono aiuto. Da giovani sono tracotanti, avidi e miserevoli da adulti. Irascibili e pieni di rabbia, passano il tempo nella corruzione appesantiti dall’adulterio, dal cibo e dall’ubriachezza; desiderando cose altrui distruggendo le proprie; si appassionano ai cavalli, ai cani, alle opere d’arte, alle statue di marmo; sono sfacciati, avari e insaziabili; si danno ai piaceri, all’eccesso, all’inattività. Vanno in guerra, vanno al mercato, vanno nei campi, a teatro, in esilio. Si muovono incessantemente: corrono, sbattano e cadono, poi si rialzano e di nuovo corrono, sbattano e ricadono. Vanno sempre da qualche parte. Non ritieni forse che ci sia da ridere domandandoti come potrebbe essere altrimenti da ciò che è, se gli stessi atomi che li compongono vorticano della medesima, insana follia?”.

Questo si domandava Democrito.

Un altro grandissimo filosofo e scienziato, Blaise Pascal, diceva che tutti i problemi dell’essere umano derivano dalla sua incapacità di stare seduto in una stanza, derivano dalla sua incapacità di stare seduto e pensare. Perciò è da quando esiste la mente conscia che l’umanità si divide in due grandi gruppi: le persone che sono solo coscienti e le persone che pensano. Se pensi, aspiri a elevarti e inizia ad avanzare. La natura della vita è di aspirare a sempre più vita, per questo tutti desideriamo una vita migliore, più agiata, più ricca, più felice, più elevata. È la nostra natura umana, la nostra natura vitale.

Ma c’è un prezzo da pagare per tutto questo: attivarsi autonomamente, smettere soltanto di esistere ma iniziare a vivere, smettere soltanto di avere coscienza e iniziare a pensare.

La prima distinzione riguardante la mente conscia che devi tenere presente è perciò quella tra coscienza e pensiero.

 

(1 – Continua)