I principi psicologici e metafisici della Legge di Attrazione

I pensieri sono cose” è uno dei principi-chiave del Nuovo Pensiero, o Scienza della Mente, il movimento culturale e spirituale che ha affermato l’esistenza della legge psicologica e metafisica nota come Legge di Attrazione. In questa riflessione filosofica, suddivisa in quattro parti, vorrei guidarti alla comprensione del fatto che se “i pensieri sono cose”, cioè che se davvero possiamo creare la nostra realtà materiale desiderata attraverso l’azione del pensiero, ciò è possibile perché l’universo è strutturato in una precisa direzione, quella che in Mind3® chiamiamo la direzione olotropica: la direzione verso il Bene. Perché l’universo, Dio, non può essere altro che bene.

 

Seconda parte

 

La prospettiva psicologica

Da questa prospettiva psicologica, non vi dovrebbe essere distinzione tra strutture-pensiero positive e strutture-pensiero negative; bene e male per l’universo sarebbero forze equivalenti, e l’universo, da semplice esecutore neutrale, si limiterebbe a “dirigere il traffico” o a ritrasmettere, come un’antenna ricevente e trasmittente, tutto ciò che riceve dalla mente dell’individuo, qualunque pensiero-cosa sia.

Dal punto di vista della legge psicologica in effetti funziona così. È il tipo di pensiero – o per meglio dire il tipo di struttura-pensiero – che inviamo all’universo ciò che fa la differenza. La qualità del pensiero non dipende dall’universo, ma dall’individuo. È dall’individuo, dalla mente di ognuno di noi, che dipende il risultato positivo o negativo, la creazione del bene o del male, ed è all’individuo che spetta la responsabilità del bene e del male.

Già soltanto formulata e vissuta in questo modo “psicologico”, la Legge di Attrazione costituisce a mio parere un insegnamento rivoluzionario (anche se preferisco dire evoluzionario, nel senso che non vuole distruggere il vecchio sistema ma permette di farci evolvere dal vecchio sistema). Nella scelta dei nostri pensieri, ci dice infatti la Legge di Attrazione, si gioca tutto il nostro destino. Questa è l’essenza della libertà individuale, perfettamente garantita e anzi rivendicata come necessaria e imprescindibile dalla struttura spirituale stessa dell’universo: l’universo spirituale non potrebbe funzionare se non ci fosse la libertà individuale. La libertà individuale è condizione necessaria per il funzionamento dell’universo spirituale. Agganciato al supremo valore della libertà vi è però il secondo supremo valore dell’individuo: la responsabilità. Come scrive Elbert Hubbard:

“La vera libertà è il riconoscimento della più grande responsabilità che implica la nostra libertà.”

La suprema libertà individuale sancita dall’universo spirituale vincola se stessa alla suprema responsabilità individuale: io, e soltanto io, nella mia piena libertà, sono responsabile delle mie scelte. Non è responsabile nessun’altra forza esterna: né la società, né la specie, né la storia, né il caso, né Dio. Ecco perché larga parte dell’insegnamento del Nuovo Pensiero è dedicata a quella che potremmo definire l’educazione del pensiero: coltivare il pensiero corretto, neutralizzare il pensiero errato, sviluppare il pensiero costruttivo, eliminare il pensiero distruttivo. Qui ancora è ribadita la grandiosità, vorrei dire l’eroismo del lavoro individuale su se stessi: la battaglia per diventare grandi è sempre e solo con se stessi. Come dice Meister Eckhart:

“Guardati da te stesso e avrai fatto buona guardia.”

 

(2 – continua)