I principi psicologici e metafisici della Legge di Attrazione

I pensieri sono cose” è uno dei principi-chiave del Nuovo Pensiero, o Scienza della Mente, il movimento culturale e spirituale che ha affermato l’esistenza della legge psicologica e metafisica nota come Legge di Attrazione. In questa riflessione filosofica, suddivisa in quattro parti, vorrei guidarti alla comprensione del fatto che se “i pensieri sono cose”, cioè che se davvero possiamo creare la nostra realtà materiale desiderata attraverso l’azione del pensiero, ciò è possibile perché l’universo è strutturato in una precisa direzione, quella che in Mind3® chiamiamo la direzione olotropica: la direzione verso il Bene. Perché l’universo, Dio, non può essere altro che bene.

 

Terza parte

 

Le due aporie metafisiche

La comprensione del funzionamento psicologico della Legge di Attrazione, e l’essenziale saldatura – interdipendenza – tra mente individuale e Mente Universale non risolve però il problema metafisico della Legge di Attrazione che abbiamo posto sopra: l’universo è semplicemente un’antenna ricevente e trasmittente del pensiero dell’individuo? E di conseguenza il positivo e il negativo, il Bene e il Male, sono per l’universo equivalenti?

Se non risolviamo questo problema rischiamo di incorrere in due di quelle che i filosofi, e in particolare i filosofi antichi, che per primi hanno indagato la natura della metafisica e con ogni probabilità sono rimasti insuperati, chiamano aporie, ossia quei problemi la cui risoluzione diventa impossibile perché a essi possono essere date due risposte contraddittorie, perfino opposte, ma entrambe logicamente valide.

PRIMA APORIA: se l’universo fosse soltanto un sistema ricettivo-reattivo, un meccanismo neutro e imparziale, che non sceglie, che non distingue, che non seleziona, che non pensa, significa che sarebbe un universo privo di Intelligenza. Ma se un Universo Spirituale, cioè espressione-manifestazione di una Suprema Mente Spirituale, o Dio, fosse privo di Intelligenza, ciò significherebbe che anche la Suprema Mente Spirituale sarebbe, almeno in parte, priva di Intelligenza, il che è impossibile. Per due motivi:

  1. Se l’Intelligenza Suprema, Dio, producesse Non-Intelligenza in modo inconsapevole, ciò significherebbe che Essa è mossa da qualcos’altro che non è Se Stessa, perciò Essa Stessa dovrebbe presumere l’esistenza di una Intelligenza a Lei Superiore che la etero-dirige e che le fa produrre qualcosa che Lei non conosce; ma se così fosse, ciò significherebbe che non è Lei l’Intelligenza Suprema, ma che vi è una Intelligenza Superiore, e quindi dovremmo rivolgerci a quella; ma la stessa questione si riproporrebbe per quella Ulteriore Intelligenza, e poi per Quella ancora Ulteriore e così via, in un processo senza fine e assurdo.
  2. Se l’Intelligenza Suprema, Dio, producesse Non-Intelligenza in modo consapevole, per scelta, se in altri termini l’Intelligenza Suprema scegliesse di creare l’universo (o anche soltanto un universo) come universo non intelligente per propria volontà, anche solo per “vedere come va” o perfino soltanto per divertirsi, ciò implicherebbe comunque e necessariamente il fatto che l’Intelligenza (l’Essere), affermando che un intero universo può essere governato dalla Non-Intelligenza (dal Non-Essere), giungerebbe ad affermare o perlomeno ad ammettere l’indipendenza della Non-Intelligenza (il Non-Essere) e a stabilire un rapporto paritario, di reciprocità, tra Sé, l’Intelligenza (l’Essere) e il Non-Sé, la Non-Intelligenza (il Non-Essere). Ma come afferma il primo, supremo principio dell’Essere formulato originariamente da Parmenide, il principio di non contraddizione, l’Essere non può essere sia se stesso (l’Essere) sia il contrario di se stesso (il Non-Essere). O l’Essere è o non è. Perciò o a governare l’universo, qualsiasi universo, è l’Essere (l’Intelligenza), oppure è il Non-Essere (la Non-Intelligenza). Inoltre dall’Essere (l’Intelligenza) non può mai generarsi il Non-Essere (la Non-Intelligenza), così come dal Non-Essere (la Non-Intelligenza) non può mai generarsi l’Essere (L’Intelligenza). Ma che a governare l’universo sia la Non-Intelligenza (il Non-Essere) è ugualmente impossibile: se così fosse non ci potrebbe essere, nell’universo, alcuna forma di intelligenza, tantomeno il pensiero umano. Se perciò nel mondo c’è intelligenza significa che il fondamento del mondo è non può essere altro che Intelligenza.

 

SECONDA APORIA: se l’universo riceve e ritrasmette indifferentemente pensieri negativi e positivi, ciò significa che a livello metafisico Positivo e Negativo, Bene (Essere) e Male (Non-Essere), sono princìpi equivalenti. Ma come abbiamo visto nella precedente argomentazione, ciò è impossibile per il principio di non contraddizione: se affermiamo l’unità dell’Essere, il Non-Essere non può essere equivalente all’Essere, perché così cadremmo nel dualismo (affermeremmo la reciprocità di due “entità” supreme e non la supremazia di una sola), né può essere identico all’Essere, perché l’Essere non può mai affermare il proprio contrario e perciò negare se stesso. Analogamente il Bene non può mai affermare il proprio contrario, il Male, e il Male non può mai essere equivalente al Bene.

Possiamo formalizzare quanto argomentato nelle precedenti parti nel modo seguente:

  1. L’Essere non può Non-Essere, il Non-Essere non può Essere; dall’Essere non può essere generato il Non-essere, dal Non-Essere non può essere generato l’Essere
  2. L’Intelligenza non può essere Non-Intelligenza, la Non-Intelligenza non può essere Intelligenza; dall’Intelligenza non può essere generata la Non-Intelligenza; dalla Non-Intelligenza non può essere generata l’intelligenza
  3. Il Bene non può essere il Male, il Male non può essere il Bene; dal Bene non può essere generato il Male; dal Male non può essere generato il Bene

 

(3 – continua)