La dinamica del processo

Il lavoro di ripulitura subconscia è fondamentale, prioritario. Se prima non ripuliamo la parte più radicale che ci blocca, ci impedisce perfino di poter riuscire a pensare un futuro oltre la nostra sofferenza, non possiamo progettare qualcosa. Dopo la fase di risoluzione subconscia e transpersonale entriamo in una disposizione completamente diversa, in una direzione realizzativa, superconscia. Questo non significa che non ci siano dei problemi, che non ci siano dei momenti bui, che non ci siano degli alti e bassi. Infatti qui occorre una precisazione: potrebbero rimanere emozioni, credenze o anche realtà da risolvere ma non sono più quella radice subconscia primaria che impediva qualsiasi azione positiva e che il lavoro di risoluzione ha risolto.

Qui entra in gioco la dinamica del processo. Grazie al lavoro di ripulitura non siamo più inchiodati al passato ma possiamo proiettarci in avanti, agire per avanzare. Agiamo per andare in avanti e realizzare il nostro obiettivo, per raggiungere la realtà che stiamo costruendo a livello superconscio, che automaticamente programmiamo a livello subconscio e alla quale deve seguire il piano di azione conscio.

Possono emergere difficoltà, possono emergere sensazioni negative, possono emergere ulteriori reali impedimenti. Possiamo scoprire che c’è ancora qualcosa che non funziona. A quel punto chiediamo al superconscio se l’origine di quel problema emerge al livello della credenza, dell’emozione o della realtà e in base a ciò torniamo a operare a livello subconscio con le due tecniche: l’Induzione di Rilascio Transpersonale® o l’Induzione delle 5 Matrici®. Dipende da quanto avanziamo: possono emergere più ci perfezioniamo, evolviamo, crescendo. E dipende da quanto vogliamo avanzare, dipende da fin dove vogliamo arrivare.

Ma la questione centrale è che arrivati qui, siamo sempre in fase di avanzamento. La nostra vita è già completamente diversa da prima. Non soltanto le nostre credenze e le nostre emozioni, ma la realtà è già completamente cambiata: prima, quando abbiamo iniziato, non sapevamo neppure forse che ci potesse essere una strada di avanzamento. Eravamo sopraffatti, schiacciati dai nostri problemi. Non riuscivamo neppure a pensare che ci potesse essere un dopo – e in molti casi le persone non riescono neppure a pensare che ci possa essere davvero una guarigione: dopo aver sofferto così tanto, non riescono a pensare oltre la sofferenza, riescono solo a pensare dentro la condizione di sofferenza. E questa è spesso la parte più difficile del lavoro, ben oltre quella dell’utilizzo delle tecniche e perfino dell’individuazione dei problemi da risolvere.

Ma chi persiste ha sempre il premio. Alla fine (e non dopo una infinità di tempo, anche solo dopo pochi mesi!) quel problema, o quei problemi radicali, sui quali agiamo unicamente attraverso il subconscio, si risolvono. Si risolvono definitivamente. A un certo punto c’è, arriva il completamento, ed è rapido. Con il lavoro di ripulitura e risoluzione subconscia transpersonale non siamo più ancorati al passato, non abbiamo più quella zavorra, quel peso che ci teneva a terra, o quelle catene che ci inchiodavano a terra. Ora possiamo iniziare (o continuare!, se avevamo iniziato già a farlo) un percorso in avanti, di creazione. Quel percorso in avanti, di miglioramento, di evoluzione, può far emergere altre resistenze, altre realtà sabotanti o programmi negativi. Che però non saranno mai più quelli di prima, quelli iniziali, saranno sempre più “leggeri” o comunque saranno sempre parte del tuo percorso di avanzamento. Continuerai ad andare sempre in avanti, non tornerai mai più indietro. Ora la tua prospettiva è completamente nella direzione della realizzazione.

Il piano conscio

C’è infine un terzo aspetto, il piano conscio, la zona di competenza della mente conscia. Noi costruiamo la nostra realtà, creiamo la realtà, a livello superconscio ma a ciò poi deve seguire un’azione conscia, un piano di azione. L’azione conscia ci permettere di creare piani che possiamo modificare e precisare seconda delle situazioni concrete. Con la consapevolezza però che la direzione è già definita e che il fine è già stabilito: lo abbiamo fatto e lo facciamo sul piano superconscio. Non dobbiamo però aspettare un “miracolo”, che il nostro obiettivo ci “piova” dall’alto. la direzione del cambiamento la dobbiamo seguire noi. Dobbiamo agire. Se vogliamo perdere peso, con l’azione subconscia risolviamo i blocchi, con l’azione superconscia creiamo la nostra realtà di salute e forma fisica, con l’azione conscia seguiamo un piano nutrizionale. In questo percorso di lavoro conscio, mentre avanziamo nella realtà, possono emergere ostacoli, impedimenti, difficoltà; per usare l’esempio della ricerca di un partner, potrebbero emergere la timidezza o la paura di farci avanti con una persona: e allora possiamo tornare a lavorare sul subconscio per risolvere quei nuovi problemi o stress che ora, focalizzati sul nostro avanzamento, con una consapevolezza piena di noi stessi, abbiamo identificato. Non possiamo stare fermi ad aspettare, dobbiamo agire per cambiare la situazione. Siamo noi a spostare il mirino, tocca a noi scegliere. Siamo noi che dobbiamo iniziare ad agire attivamente per avanzare verso la nuova realtà, in modo che le nostre energie positive prendano il comando. Lasciamo che le nostre energie positive non stiano in retroguardia, non stiano ad aspettare che arrivi un magico aiuto “dall’alto”. L’aiuto “dall’alto” ci è già stato dato e ci viene continuamente dato. Ora tocca a noi. Il piano conscio ci permette di muoverci senza fretta e senza ansia.

Agiamo consapevolmente, decidiamo di farlo in ambienti migliori che noi stessi scegliamo. Agiamo con la nostra nuova struttura di energia ripulita da quella radice subconscia che abbiamo completamente eradicato, cancellato dalla nostra vita e avanziamo verso la nostra autorealizzazione.

 

(2 – Fine)