Se per risolvere i nostri problemi utilizziamo esclusivamente l’azione sul piano subconscio, per migliorare e realizzarci utilizziamo sia l’azione sul piano subconscio sia l’azione sul piano superconscio. Per migliorare, infatti, in qualunque ambito vogliamo, dobbiamo trovare sia quello che ci blocca sia quello che è il nostro potenziale; detto in altri termini, dobbiamo liberare la strada che ostruisce il nostro avanzamento e allo stesso tempo dobbiamo trovare la strada migliore che ci guida al nostro avanzamento. Ecco perché, come dicevo, il lavoro su noi stessi per questi due obiettivi può essere più lungo rispetto a quello che svolgiamo per risolvere i nostri problemi specifici.

Ci si rende peraltro conto sempre di più, praticando Mind3®, che non vi è reale distinzione tra risoluzione e realizzazione: la prima ci permette infatti di conquistare la seconda; viceversa, mentre avanziamo ci rendiamo conto di quello che ancora ci blocca, e possiamo agire per risolverlo e avanzare ulteriormente. Ogni livello che raggiungiamo ci permette di raggiungere anche un ulteriore livello di consapevolezza di noi stessi, il quale necessariamente ci mostra livelli più sottili dei nostri blocchi e limiti affinché possiamo superarli e accedere a un livello ancora superiore, fino alla nostra realizzazione, che è sempre, naturalmente, un percorso dinamico, più che uno stato definito. Anche quando raggiungiamo l’eccellenza nel nostro campo, infatti, si può sempre continuare a migliorare e a elevarsi.

Prima stare bene, poi stare sempre meglio

Quello che è importante sottolineare è che questo non implica affatto lo stesso livello di fatica, sforzo o sofferenza iniziali. Quando avanziamo sul piano della nostra realizzazione, i blocchi che incontriamo sono per così dire sempre più rarefatti, riguardano sempre di più gli strati più sottili della nostra esistenza individuale. Siamo ben oltre il livello di una “vita normale”: siamo noi che vogliamo ancora avanzare, sempre più consapevoli dell’entusiasmo che ci proviene dalla nostra crescita e dal nostro avanzamento, sempre più “affamati” di crescita e avanzamento e sempre più desiderosi di elevarci ancora di più, fino al livello più alto possibile, nella consapevolezza e nell’esperienza della natura spirituale della realtà e della nostra vita.

Con le azioni per risolvere i nostri problemi, il nostro obiettivo finale è quello di stare bene; con le azioni per migliorare e realizzarci, il nostro obiettivo è stare sempre meglio: possiamo sintetizzare così la differenza tra i due tipi di lavori su noi stessi.

Se il tuo obiettivo è stare bene, perciò, se il tuo obiettivo è smettere di soffrire e vivere, finalmente!, una vita normale, devi soltanto agire sul piano del subconscio principalmente con l’Induzione delle 5 Matrici®, e (ci metto la mano sul fuoco) scoprirai che quella vita normale, senza la sofferenza che finora ti ha afflitto e contro cui continui a combattere anche se ormai pensi di non vincere mai e di essere condannato a essa, la puoi finalmente vivere; puoi, davvero, finalmente!, “liberarti dal male”.

 

(1 – Continua)