Durante e dopo le sedute collettive, così come durante e dopo le sedute individuali e a distanza, emergono dei processi, delle strutture, degli schemi e anche delle domande che hanno un valore più generale, teorico. Queste domande ci permettono di approfondire ulteriormente la conoscenza di Mind3®, del sistema in cui opera, del lavoro che si fa con Mind3® su se stessi; perché la conoscenza è imprescindibile, anzi è condizione senza la quale non ci può essere evoluzione, approfondimento, verifica, cambiamento.

Nelle sedute collettive partiamo sempre da problemi concreti perché così ogni persona ha la possibilità di verificare direttamente sul suo problema come lavora Mind3®. Le sedute collettive prevedono due incontri. Nel primo incontro lavoriamo con l’Induzione di Rilascio Transpersonale®, sul piano delle credenze e delle emozioni; nel secondo incontro lavoriamo invece sul piano della realtà con l’Induzione delle 5 Matrici®.

Un caso di studio: il tema dell’ego

Qui vorrei raccontarti quello che recentemente è successo con una signora dopo il secondo incontro, in cui abbiamo lavorato sul suo problema iniziale con l’Induzione delle 5 Matrici®.

Dal lavoro superconscio con la signora emerge il tema dell’ego. Emerge in un modo strano, in un modo che lei stessa dice non essere mai accaduto prima. Preciso che non lavoro direttamente con la signora dal vivo; lavoro in autonomia, a livello superconscio, senza alcuna interazione diretta con la signora.

In questo tipo di sedute collettive lavoriamo infatti in questo modo: le persone indicano il loro disagio o problema – per quanto vago possa essere. Nei giorni precedenti la prima seduta individuo la credenza o emozione che indica il superconscio relativa a quel disagio o problema; questa credenza o emozione diventa l’obiettivo da risolvere con il processo dell’Induzione di Rilascio Transpersonale®.   A completamento della seduta, invito le persone nei giorni e settimane successive a monitorare se/cosa è cambiato sulla base del lavoro che hanno svolto, per verificare quali cambiamenti l’Induzione ha portato (o se, apparentemente, non ci sono stati cambiamenti). Sulla base dei feedback che le persone mi inviano svolgo un ulteriore lavoro superconscio per individuare l’obiettivo (relativo non più a una credenza o a una emozione, ma a una realtà) della seconda seduta collettiva, che si svolge circa un mese dopo: quell’obiettivo sarà l’oggetto di risoluzione con l’Induzione delle 5 Matrici®.

Eseguo il lavoro superconscio a partire dall’indicazione iniziale della signora, che era uno stato di generale “nervosismo”. Il lavoro superconscio arriva a identificare uno “strano” obiettivo di risoluzione:

So di essere più evoluta del livello attuale del mondo e so che devo accettare la frustrazione della mia superiorità

Come dicevo, dal lavoro superconscio con la signora emerge chiaramente il tema dell’ego, e in una forma piuttosto, ripeto, “strana”: il problema non è avere un grande ma dover sopportare la frustrazione di essere superiore agli altri, ovvero il problema sembra essere che l’ego è grande perché è giusto che sia così!

 

(1 – Continua)