Uno dei padri della psicologia transpersonale (e uno dei punti di riferimento di Mind3®), Carl Gustav Jung, diceva:

“L’immaginazione attiva è un processo di dialogo consapevole con il nostro inconscio, atto alla produzione di quei contenuti che si trovano, per così dire, immediatamente al di sotto della soglia della coscienza. Quando vengono intensificati, sono i più propensi a eruttare spontaneamente nella mente cosciente.”

Anche un altro dei padri della psicologia transpersonale (e un altro dei punti di riferimento di Mind3®), Stanislav Grof, afferma che il processo di guarigione psichica avviene grazie alla dialettica tra conscio e inconscio. Grof insiste molto sulla distinzione tra stato ordinario di coscienza e stato alterato di coscienza. E afferma che lo stato non ordinario di coscienza è, essenzialmente, il canale di ingresso dal conscio all’inconscio.

Oltre il conscio, dentro l’inconscio

Come sai Mind3® è molto di più: è l’azione reale autonoma e automatica dell’inconscio nell’inconscio. Per questo ritengo le tecniche subconsce di Mind3® una evoluzione del metodo di Grof, perché non hanno bisogno del conscio per eseguire i processi inconsci, e perché anzi, al contrario, i processi inconsci sono completamente inconsci.

L’esperienza dello stato alterato di coscienza non è una esperienza inconscia. C’è una emersione dell’inconscio nel conscio, ma non si attua una conoscenza-esperienza diretta dell’inconscio.

Per questo le esperienze psicotrope in genere non ti trasformano terapeuticamente, non sono processi di trasformazione terapeutica, di miglioramento, di guarigione, di benessere; al contrario tendono unicamente alla reiterazione (come tutti i meccanismi dominati dal subconscio) ma non trovano né trasformazione né quiete.

Gli stati non ordinari di coscienza – così come l’immaginazione attiva – sono esattamente questo: stati non ordinari ma di coscienza, di coscienza. Questo è il problema: attraverso questi stati noi troviamo ancora la coscienza, non l’inconscio.

Domina sempre il conscio, non ordinario ok, ma è sempre il conscio, non l’inconscio. A livello inconscio, la verità è, che non possiamo sapere cosa succeda veramente. Non lo possiamo conoscere, non ne possiamo avere coscienza. Resta e resterà inconscio. Ed è inutile cercare di conoscere l’inconscio. Non lo conosceremo mai fino in fondo.

Le porte dell’inconscio

L’immaginazione attiva e gli stati non ordinari di coscienza, per dirla con Aldous Huxley – e William Blake – aprono le porte della percezione, ma non aprono le porte dell’inconscio. Mostrano forse le porte dell’inconscio, ma non le aprono. Aprono le porte a una nuova percezione, fanno intravedere l’inconscio, ma restano sempre al di qua. Mind3® apre invece veramente le porte dell’inconscio.

Il processo di guarigione subconscia (spirituale) avviene attraverso il processo delle 4R (leggi l’articolo qui) ma non è conscia, bensì è l’assimilazione del contenuto inconscio che resta inconscio, è l’integrazione dell’io nel sé.

Anche in Mind3®, durante il processo di auto-risoluzione, si verificano “viaggi psichedelici”, senza bisogno di droghe né di stati non ordinari attivati da inneschi traumatici: sono “viaggi psichedelici” nel senso originario del termine psichedelico, di “manifestazione dell’anima”, di apertura delle porte dell’inconscio ed emersione durante il processo di risoluzione inconscia di immagini, scene, reminiscenze oniriche, archetipi, suggestioni, eccetera. Ma noi non sappiamo se esse sono il contenuto inconscio, possiamo limitarci a dire che sono un riflesso del contenuto inconscio. Sono l’esperienza conscia che facciamo del processo inconscio. Ma non sono quelle immagini gli eventi che trasformano, è il processo inconscio che trasforma, e l’inconscio resta inconscio. Non lo possiamo conoscere: questo è il processo di guarigione inconscio: l’inconscio agisce sempre sull’inconscio, e l’inconscio resta inconscio.