Considero Mind3® un metodo radicale, nel senso che cerca e toglie le radici – subconsce e transpersonali – dei nostri problemi. E lo fa agendo direttamente sul e nel territorio subconscio (o inconscio, i due termini sono identici). La cosa più importante da sapere – e accettare – è perciò che Mind3® lavora direttamente sull’inconscio e nell’inconscio

Essenzialmente, ci sono due modi per affrontare e cercare di risolvere problemi così completamente radicati nella dimensione psichica ed emotiva come la paura di volare: il primo modo è quello di agire sulla mappa psichica, il secondo modo è quello di agire sul territorio psichico.

Mappa e territorio

Mappa e territorio: sono questi i due concetti essenziali da avere chiari in mente.

  • Mappa significa: i processi consci attraverso cui facciamo esperienza dell’inconscio.
  • Territorio significa: i processi stessi dell’inconscio (che non sono, o non sono del tutto, conoscibili dal conscio).

 

  • Con l’approccio di tipo “Mappa” noi agiamo sui processi consci per risolvere i processi inconsci: il conscio agisce sull’inconscio.
  • Con l’approccio di tipo “Territorio” noi agiamo direttamente sui processi inconsci per risolvere i processi inconsci: l’inconscio agisce sull’inconscio.

Mind3® segue fedelmente l’approccio di tipo “Territorio”: le due tecniche subconsce di Mind3®, l’induzione di Rilascio Tranpersonale® e l’Induzione delle 5 Matrici®, attivano processi inconsci automatici di auto-risoluzione e auto-guarigione. Entrerò più nel dettaglio in altri articoli del blog, ma tieni a mente fin da subito che i processi di auto-risoluzione che eseguirai resteranno per lo più subconsci. Durante i processi innescati dalle tecniche l’elaborazione conscia sarà limitata. La misura conscia è la misura del risultato, l’effetto è il superamento della paura di volare. Questa è la misura del conscio. Tutto quello che accade per portarti a questo risultato sarà invece inconscio. E l’inconscio è proprio come dice Carl Gustav Jung: non lo si può conoscere, resta inconoscibile (almeno in parte) alla mente conscia.

Mind3® e la PNL: un confronto

Per mostrarti in pratica le differenze sostanziali tra i due approcci ti porto come esempio la metodologia che a mio parere ha sviluppato nel modo più preciso e dettagliato l’approccio di tipo “Mappa”: la PNL (Programmazione Neuro-Linguistica), tecnologia mentale sviluppata originariamente, a partire dagli anni sessanta del secolo scorso, da Richard Bandler e John Grinder.

Con le sue tecniche, la PNL agisce infatti esclusivamente sui processi (neuro-linguistici) attraverso cui facciamo esperienza, a livello conscio, del nostro mondo psichico.

La PNL agisce esclusivamente sui modi attraverso cui facciamo esperienza interiore del (e poi comunichiamo al mondo esteriore il) nostro territorio psichico. Tutte le tecniche della PNL agiscono perciò non sul territorio ma sulla mappa, non sul contenuto psichico ma sul linguaggio psichico, non sull’esperienza psichica ma sui processi attraverso cui elaboriamo l’esperienza psichica.

In estrema sintesi la PNL dice: della psiche noi non possiamo fare altra esperienza se non quella che possiamo conoscere, ed essa ha sempre la forma di un linguaggio – di schemi, di strutture. Con la PNL interveniamo su questi schemi e strutture; così facendo, agendo sulla mappa, interrompiamo il meccanismo che si innesca automaticamente e porta alla condizione sabotante o invalidante. Così possiamo raggiungere la guarigione dal nostro problema.

Da tutta questa azione, il contenuto psichico, – il territorio psichico – è completamente escluso. Anzi, dice esplicitamente la PNL, il territorio neppure ci riguarda, perché ci rimane inaccessibile. Non possiamo pensare di agire sul territorio – sul contenuto psichico – per risolvere i problemi: possiamo solo intervenire sulla mappa – sui processi attraverso cui il contenuto psichico si mostra alla nostra coscienza.

Per usare un’immagine: per guarire un albero, non possiamo partire dalle radici, perché non possiamo arrivare alle radici: possiamo solo agire sul tronco, i rami e le foglie. Curando questi, però, progressivamente anche le radici guariscono. Così, continuando ad agire sulla mappa, rieducando (riprogrammando) i processi neuro-linguistici che attivano le nostre percezioni e il nostro comportamento, spezzando i meccanismi abituali, arriviamo anche a riprogrammare il contenuto psichico stesso.

 

(1 – Continua)