In questi giorni di commemorazioni (25 aprile, primo maggio), poiché tutto ormai è ridotto a tifoseria (a causa a mio parere principalmente della polarizzazione e semplificazione che i social media hanno imposto alla comunicazione e al linguaggio) sento rivendicare, da una parte, il rifiuto di restare ancorati al passato e la volontà di aprirsi al futuro e, dall’altra, la necessità di non dimenticare il passato per ricordarci chi siamo, la nostra identità, la nostra storia.

Vorrei dare in merito un salomonico contributo olotropico.

Chi conosce Mind3® può vedere quanto queste “rivendicazioni temporali” – passato, presente, futuro – rispecchino la struttura delle 3 Menti e dei 3 Piani su cui opera l’azione delle 3 Menti.

I 3 piani – i 3 tempi

Il piano della mente conscia è il piano del tempo presente; il piano della mente subconscia è il piano del tempo passato; il piano della mente superconscia è il piano del tempo futuro.

Il punto centrale è che i tre piani, pur essendo distinti, sono necessariamente interconnessi tra di loro – la connessione-allineamento è il segreto dell’attivazione del principio spirituale olotropico.

Del resto, ciò è quantomai intuitivo, se seguiamo la nostra struttura olotropica: la mente conscia (il tempo presente) si trova davanti una realtà che è (anche e in molti casi soprattutto) il frutto dell’azione della mente subconscia (il tempo passato).

Ora, il problema è che non si può semplicemente ignorare, dimenticare – o rimuovere – il passato e aprirsi al futuro come se il passato non esistesse, così come non si è pulito il pavimento se si nasconde la polvere sotto il tappeto.

Dall’esperienza di Mind3®, inoltre, emerge un problema ancora più decisivo: se si resta prigionieri del proprio passato (i nostri problemi che sono radicati nel territorio subconscio), non si può neppure creare il proprio futuro, aprirsi al piano della nostra realizzazione, il piano governato dalla mente superconscia.

Risolvi il passato, crea il futuro

Bisogna risolvere necessariamente il proprio passato, se si vuole che il nostro presente sia totalmente votato al futuro. Se non si risolve il passato, si resterà sempre, almeno un po’, prigionieri di esso.

Se è vero che tutto procede in avanti, ciò significa che per esserci avanzamento verso il futuro ci dev’essere necessariamente superamento del passato. Non rimozione o oblio, ma superamento. E affinché ci sia superamento ci deve essere riconciliazione. Ed è esattamente quello che accade nel processo olotropico di rilascio-risoluzione dell’energia subconscia, processo che ho identificato nelle 4R (vedi qui per approfondire: https://blog.mind3.it/2018/10/02/le-4r-del-processo-di-auto-guarigione-in-mind3/):

  1. Riconnessione
  2. Rielaborazione
  3. Riconciliazione
  4. Risoluzione

Come vedi, la terza “R” è proprio la Riconciliazione. Quello che automaticamente fa la mente subconscia attraverso le sue energie peculiari di auto-guarigione possiamo riproporlo in versione “conscia” anche per quanto riguarda il nostro passato collettivo: riconnettendoci con il nostro passato, possiamo rielaborarlo collettivamente (con un dialogo, un confronto vero, non con slogan vuoti a misura di marketing politico), rielaborandolo possiamo riconciliarci con esso, riconciliandoci possiamo superare il passato – risolverlo – e aprirci finalmente al futuro.