La necessità del lavoro su di sé (prima parte)

Un altro punto essenziale di Mind3® è la completa focalizzazione sull’individuo. Questa focalizzazione l’ho chiamata “necessità individualistica” perché ci troviamo proprio di fronte a una ineludibile necessità. Per arrivare alla propria guarigione (e ancor più, alla propria realizzazione), non si può non passare attraverso il lavoro su di sé. Anzi, il lavoro su di sé è l’inizio e la fine del processo di guarigione e realizzazione.

Con “necessità individualistica” non intendo però esaltare l’individualismo inteso nel senso di egocentrismo, per il semplice motivo che, quando parla dell’individuo, il senso comune lo interpreta sempre dal punto di vista dell’affermazione del suo ego, dal modo in cui appare fuori, nelle relazioni sociali, nella rappresentazione esteriore – il che è sempre condizionato da credenze, eredità, abitudini, modelli sociali… È il tipo di individualismo votato all’affermazione dell’io nel mondo.

Ma a Mind3® non interessa l’io che comunichiamo fuori, interessa il sé che siamo dentro. L’individualismo di cui parlo è il percorso di iniziazione dentro di sé, il “passaggio al bosco” dell’incontro con l’altra parte che non conosciamo, la parte subconscia. È quello che lo yoga chiama pratyahara: il ritrarsi in sé, il chiudere le finestre dei sensi esterni per aprire le porte del mondo interno.

Questo percorso, da fuori a dentro, è, come dicevo, una necessità se si vuole diventare se stessi, se si vuole guarire e realizzarsi.

Seguire questo percorso significa però acquisire la radicale consapevolezza, come insegna il sistema di evoluzione spirituale hawaiano di Ho’oponopono, che di tutto ciò che mi accade – nel mio stato fisico, nel mio stato psichico, nel mio stato emozionale, nelle circostanze della mia vita e perfino nel mondo che mi circonda – io sono responsabile al cento per cento, e che l’unica possibilità di guarigione è il totale ed esclusivo lavoro su di sé. Come scrive il grande padre della psicologia transpersonale, Carl Gustav Jung:

A me non interessa il mondo. Mi interessano le persone con le quali vivo; il resto del mondo è la mia famiglia, i miei vicini, sono loro la mia vita: l’unica vita di cui posso avere esperienza.
Ciò che la natura richiede al melo è che produca mele e al pero che produca pere. Da me la natura vuole che io sia semplicemente un uomo, ma un uomo cosciente di ciò che è e di ciò che fa. Dio cerca nell’uomo la coscienza. È questa la verità della nascita e della resurrezione di Cristo dentro di noi. Quando sempre più uomini pensanti arriveranno a questa verità, quella sarà la rinascita spirituale del mondo.

Questo è l’individualismo di Mind3®: l’individuo di cui parliamo non è l’egocentrico o il narcisista, l’individualista che mette al centro unicamente il suo io, l’individuo di cui parliamo è colui e colei che vuole raggiungere il proprio sé, la propria guarigione, la propria realizzazione. E sa che per raggiungerla non deve cercarla fuori, nel mondo esterno, ma soltanto dentro di sé.

 

(3 – Continua)