Stiamo pubblicando un nuovo titolo di uno degli autori più amati nel nostro catalogo, Steven Bailey, esperto di Ho’oponopono e Huna. Si chiama Programma avanzato di guarigione spirituale Ho’oponopono si basa sul lavoro di Morrnah Simeona, che è stata la grande sciamana kahuna che ha divulgato il sistema spirituale Ho’oponopono e l’ha reso praticabile da noi occidentali e in forma individuale adatta a tutti.

La citazione che hai appena letto accosta la preghiera di Morrnah Simeona, “Pace dell’Io”, al versetto del Vangelo di Giovanni, quando Gesù dice: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”, e aggiunge: “Non come la dà il mondo io la do a voi”.

Non so se Morrnah Simeona conoscesse questo versetto del Vangelo di Giovanni. Dubito che non lo conoscesse perché se fosse una coincidenza sarebbe davvero magica. Trovo infatti questa frase di Gesù ripresa da Morrnah Simeona particolarmente toccante, per certi aspetti terribile e per un altro aspetto straordinariamente potente.

La direzione olotropica

Mi fa riflettere perché mette in discussione se posso dire così il senso anche del mio lavoro. Io sono un editore di crescita personale e ho sviluppato un metodo di guarigione spirituale, Mind3®. Cosa significa crescita personale? Significa che io posso crescere. Vi è una direzione che tende verso un punto esatto; questo punto non è equivalente al punto di partenza ma è un punto di arrivo; questo punto di arrivo non è lo stesso del punto di partenza e non è allo stesso livello. È oltre ed è meglio del punto di partenza.

E cosa significa guarigione spirituale, per come la intende Mind3®, che è molto simile peraltro a come la intende Ho’oponopono? Vi è una direzione che tende verso un punto esatto; questo punto non è equivalente al punto di partenza ma è un punto di arrivo; questo punto di arrivo non è lo stesso del punto di partenza e non è allo stesso livello. È meglio, è oltre ed è il bene.

Crescita significa questo: io cresco, cioè io avanzo, vado verso un’altra direzione, una direzione che non è equivalente al punto di partenza, che non è la stessa direzione, che non vale la stessa cosa ma che è diversa: è una direzione che mi porta al meglio, al bene, che tende al bene – tèlos dicono i Greci. È una tendenza, un andare verso, è un finalismo: puntare a un fine, a qualcosa che sento che è meglio per me o perlomeno sento che mi spinge verso quella direzione. C’è qualcosa in me che mi spinge verso quella direzione, che è una direzione vero il meglio, la direzione della crescita.

Se non ci fosse questa struttura non sentirei la spinta a domandarmi di andare avanti, di crescere… Se tutto fosse uguale non ci dovrebbe essere questa spinta che anche tu, non ho dubbi, senti. Vi è un’energia nella mente come nell’universo – e vi è una energia nella mente poiché vi è questa stessa energia nell’universo –che è olotropica. Òlos in Greco significa “intero”, “tutto”; trepèin significa “tendere verso”. È un’energia che tende al tutto, cioè tende al meglio, all’intero. Anche in questo caso non si tratta perciò di una energia isotropica, cioè che ha lo stesso valore, si tratta di una energia che invece ha una direzione precisa, una direzione di crescita.

Pace, Io

Ecco allora che qui troviamo un punto fondamentale: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi”. Ci sono qui due aspetti che vengono ripresi anche dalla preghiera di Morrnah Simeona. Pace del mondo e pace dell’Io.

La pace è il punto centrale, “ma non come la dà il mondo”, dice Gesù, “io la do a voi.” E sembra qui dirci a me pare in maniera inequivocabile che nel mondo non c’è pace, che in un certo senso il mondo non può dare la pace.

Il mondo non è pace, il mondo è ingiusto, il mondo è pieno di guerra, il mondo è violento, il mondo è cinico, il mondo è spregiudicato. Non può dare la pace.

Ma allora se non c’è pace nel mondo siamo perduti? No, perché Gesù dice un’altra cosa: “Io la do a voi”. “Io”. Pace dell’Io.

Ma che cos’è questo Io? È qualcosa che non è il mondo.

“Io sono colui che sono” è la rivelazione di Dio a Mosè. Che cos’è questo “Io sono”? È pace. “Io sono” colui che dà la pace. Sono Io la pace che do a voi.

C’è una connessione, mi pare evidente, tra noi e qualcosa che non è nel mondo ma che dà la pace al mondo.

E che cos’è questa pace se non già la la struttura spirituale, la realtà spirituale? Essa non è del mondo ma dà la pace al mondo.

“Voi siete nel mondo ma non siete del mondo”: è un’altra meravigliosa, radicale affermazione di Gesù. La pace nel mondo non è del mondo ma può essere connessa, può essere inviata, data, donata al mondo, ed è questa la connessione che per me si rivela il significato più potente di quello che cerchiamo.

Platone la chiamava la seconda navigazione: vi è un punto differente, vi è uno slancio diverso, una zona, una dimensione diversa, la seconda navigazione appunto, la dimensione perfetta, pura, spirituale, che è pace, che è già pace.

Il mondo può tendere a essa – tèlos = andare verso –, crescere, dirigersi verso di essa, oppure può non farlo. Ma c’è una differenza tra il non farlo e il farlo: il farlo corrisponde alla direzione che porta alla struttura stessa, alla natura stessa del “non mondo”, cioè dell’universo intelligente; il non farlo porta in una direzione che va fuori. Non c’è equivalenza.

Però, ancora, non è il mondo che dà pace; la pace proviene da qualche altra parte, qualche altra parte che è già pace, che è solo pace, e questa pace viene data a noi che siamo nel mondo, e noi attraverso il mondo possiamo avanzare, crescere verso la direzione che è la nostra natura spirituale.

La connessione con il mondo

Questo ci dice un’altra cosa: che se c’è una direzione, se c’è un punto esatto di realizzazione che è già, che già è, e che certo non è nel mondo ma che è connesso al mondo, ciò significa che vi è una reale connessione tra Dio e il mondo – quel gesto di creazione così potentemente magnetizzato da Michelangelo.

Vi è una connessione reale e continua tra Dio e il mondo, e questa connessione spirituale è ciò che muove, ciò che spinge verso una direzione precisa, la direzione della realizzazione e dell’unità spirituale.

Ciò indica che effettivamente c’è, esiste, è reale, una struttura spirituale, e questa struttura spirituale è intelligente.

Mi sono sempre domandato perché se l’universo e intelligibile, comprensibile razionalmente, non sia intelligente, come se una struttura inanimata possa essere compresa attraverso un’intelligenza che… da dove proviene? Che è fuori dall’universo stesso? Se noi siamo intelligenza ciò non può significare altro che anche l’universo è intelligenza.

Io penso che questo “Io”, questo “Io Sono” sia proprio l’intelligenza, e penso che tutti noi dovremmo pensare che vi è realmente una seconda navigazione, che possiamo elevarci a un’altra dimensione di pensiero, di parola e di azione anche rispetto all’ingiustizia di questo mondo, perfino alle atrocità di questo mondo, alla follia di questo mondo, all’assurda, cinica, spregiudicata mancanza di pace di questo mondo.

Se io resto in questo mondo, sono perduto, ma se io penso a questa struttura, a questa dimensione, e a questa connessione, ecco che raggiungo la pace. La pace dell’Io. La pace di Dio.