Tempo esterno e tempo interno (2)

Perdiamo, quando perdiamo l’occasione di ritirarci in noi stessi – nello yoga questo passo è indicato con il termine pratyahara, il ritrarsi in sé, il ritrarsi dai sensi esterni per aprire le porte del mondo interno. Quando perdiamo questo tempo, perdiamo molto. Perdiamo molto del senso della nostra vita. Anche perché chiunque abbia fatto esperienza del tempo interno sa bene che è un tempo estremamente differente, non soltanto come durata, come percezione della durata ma anche come senso, chiarezza, pace.

Oggi utilizziamo il tempo interno quasi come un rifugio, penso per esempio alla meditazione, oltre che naturalmente come apertura della porta di esplorazione di sé. Utilizziamo soprattutto il tempo interno come pausa. È un po’ come utilizziamo la nostra fede. Usiamo il tempo interno come pausa o come rifugio dal mondo e dal tempo esterno ma non usiamo il ritiro nel tempo interno come creazione del tempo esterno.

Sono convinto che se io prima di tutti riuscissi a portare il mio tempo interno nel tempo esterno, il mio mondo interiore nel mondo esteriore, il mondo sarebbe molto meglio. Non soltanto la mia vita ma la vita degli altri. Io cerco di farlo ma me ne dimentico. Devo ricordarmi di portare il mio mondo interno nel mondo esterno, il tempo interno, il senso del mio tempo interno nel tempo esterno. Invece purtroppo il tempo esterno troppo spesso resta dominante, vengo schiacciato dal tempo esterno. E trovo rifugio nel tempo interno. Resto schiacciato da un mondo esterno che mi appare caotico, ingiusto, spietato, cinico, spregiudicato, violento, cattivo e penso che sia quella la vera realtà ma non è la vera realtà.

Se io iniziassi a pensare in senso opposto sempre e se iniziassi non soltanto a pensare ma ad applicare sempre, ogni volta che apro gli occhi al nuovo giorno, il mio mondo interno, il mio mondo ideale, il mio mondo spirituale, che è e deve essere il fondamento del mio giorno, sono certo che tutto il resto mi apparirà come una sorta di parentesi opaca.

Quanto tempo sei disposto a dare per la tua guarigione spirituale?

Quanta voglia di cambiare c’è in te?. Quanto tempo sei disposto a dare, a impiegare per il tuo vero cambiamento definitivo, per guarire a livello spirituale? Questo spetta soltanto a te deciderlo.

Quello su cui mi sono permesso di farti riflettere è la coscienza del tuo tempo, la coscienza di investire il tuo tempo per cambiare, per avanzare, per crescere, per diventare più grande. Ricorda che i campioni si allenano di più, non di meno!

La sfida sarà non soltanto quella della guarigione, la sfida più grande sarà quella della realizzazione, è quella della realizzazione. Più Gesù otteneva, realizzava, più si ritirava nella sua preghiera, più dedicava tempo al suo mondo interiore. Di questo devi essere consapevole: il tempo dipende da te, dal tuo tempo. Se vuoi cambiare veramente, se vuoi avanzare veramente, devi darti del tempo, devi investire del tempo. Il tempo è veramente la risorsa più preziosa.

Se invece sei una di quelle persone che dice di voler cambiare ma che pretende di cambiare con i suoi tempi, senza fare troppa fatica, senza rischiare troppo, senza mettersi in gioco, restando nelle sue zone di comfort, anche se sono zone di comfort sofferenti, sono comunque note, conosciute, sicure; se sei una di queste persone che vuole che tutte le cose debbano andare esclusivamente secondo le loro previsioni, secondo i loro calcoli, allora rinuncia. Così avrai tutto il tempo per continuare a rimandare, a non far niente, a non cambiare e avrai tutto il tempo di continuare a lamentarti, per continuare a raccontartela e a raccontarla agli altri. Su questo ti rimando al magnifico paragrafo di Napoleon Hill sui “52 Se”.

Ma se anche questo fosse il tuo atteggiamento, se vuoi continuare ad andare avanti così, a fingere, ho una buona notizia per te: Dio avrà la pazienza di aspettare. Sì, perché come dice il Salmo 53,

“Dio dal cielo si china sui figli dell’uomo per vedere se c’è un uomo saggio che cerca Dio”.

Dio ha la pazienza di aspettare, di trovare chi lo cerca perché lui ha un vantaggio su tutti noi: ha molto più tempo di tutti noi, ha tutto il tempo. Ha l’eternità.

 

(6 – Fine)