In questo post vorrei illustrarti come la respirazione non ha soltanto una funzione fisiologica.

L’espressione “Funzioni di connessione” significa esattamente che la respirazione non è soltanto un’azione fisiologica fondamentale per la vita. Il respiro è l’atto essenziale della nostra vita e in questa essenzialità è nascosta un’altra serie di peculiarità.

Con questa azione non soltanto compiamo un atto fisico ma facciamo anche qualcos’altro: attiviamo delle connessioni. Ecco perché ho parlato di respirazione come funzione di connessione.

Prima connessione: conscio-subconscio

La prima connessione avviene nell’azione del respirare, respirare consapevole. Cosa faccio quando respiro: chiudo gli occhi, inizio a seguire consapevolmente il respiro, mi rilasso. L’azione del rilassamento è sicuramente fisica ma ottiene anche un altro scopo: mi mette in connessione, in contatto con un’altra parte di me. Attraverso la respirazione conscia chiudo le finestre ai sensi esterni, al mondo esterno e apro le porte del mondo interno, dei sensi interni: apro le porte della mia dimensione interiore. Il respiro è quel canale che mi porta da fuori a dentro. Consapevolmente mi porta dal mondo della percezione esterna al mondo cosciente della percezione interna che ha altre regole. Questo mondo è guidato, regolato da altri sensi. Ha una dimensione, uno spazio-tempo, un sentire, un’emozione completamente differenti rispetto a quelli che percepisco con i sensi esterni. Ecco che allora la prima funzione di connessione è conscio-subconscio: il respiro mette in connessione la mia sfera conscia con la mia sfera subconscia.

Seconda connessione: conscio-superconscio

La seconda funzione di connessione ci viene dall’energia che incameriamo con il respiro. Questa energia è attestata, nominata da diverse culture. Per esempio la cultura indiana, dello yoga la chiama Prana. In Cina è chiamata Chi. In Giappone Ki. Nella cultura hawaiana è chiamata Mana.

Questa energia è nel respiro o, per meglio dire, la incameriamo attraverso il respiro e si trova nell’aria, nell’ossigeno ma questa energia che ci dà energia, questa energia sottile, reale non è l’aria che respiriamo, non è l’ossigeno. Si trova nella realtà fisica, si trova nel mondo esterno ma non è la realtà fisica, è una energia, una realtà spirituale. Ed ecco allora la seconda connessione: conscio-superconscio. Attraverso il respiro non soltanto io metto in connessione la mia mente conscia con la mia mente subconscia, la mia dimensione conscia con la mia dimensione subconscia, ma metto anche in connessione la mia dimensione conscia, la mia realtà conscia con la realtà spirituale. Incamero nella realtà lo spirituale, l’energia spirituale che è nella materia, è nella realtà fisica ma non è la realtà fisica. Come dice Gesù, “siete nel mondo ma non siete del mondo”. Questa è esattamente la realtà dell’energia che incameriamo attraverso il respiro.

Terza connessione: respirazione come soglia

La terza funzione è una derivazione delle altre due. Il respiro si identifica come soglia tra tre sfere: conscio, subconscio e superconscio. Il respiro mi mette in connessione con il subconscio ma mi mette anche in connessione con il superconscio. Il respiro è il canale di collegamento, di connessione tra la dimensione spirituale e la dimensione subconscia. Ecco perché il respiro è così importante: perché il respiro ci permette un’azione totale di benessere, ci permette un’azione di ripulitura totale. Ripulisco il corpo, ripulisco la mente, ripulisco il mio spirito. Permetto al mio spirito di entrare e agire, di essere libero di muoversi dentro la mia totalità. Corpo, mente, spirito. Ecco la funzione spirituale, sacra del respiro. Ecco perché è così importante nella gran parte di civiltà tradizionali, spirituali ed ecco perché ti invito a pensarlo e a viverlo non soltanto come un atto fisico ma davvero come un atto sacro, spirituale.

 

Per approfondire questo post e vedere lo schema delle tre connessioni, ti rimando al video di YouTube