Civiltà di Tipo II

“Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di strani, nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima.” (Star Trek)

 

Viaggiamo ancora più avanti nel futuro e superiamo la Civiltà di Tipo I arrivando alla Civiltà di Tipo II.

Una Civiltà di Tipo II è capace di utilizzare tutta la potenza generata da una stella e potrebbe assomigliare a una sorta di Federazione dei pianeti di Star Trek. La Federazione ha colonizzato una piccola parte della Via Lattea ed è in grado di far accendere delle stelle, ha tutti i requisiti perciò per ottenere lo status emergente di Civiltà di Tipo II.

Il fisico Freeman Dyson ha ipotizzato che una Civiltà di Tipo II potrebbe costruire una sfera gigantesca intorno al Sole al fine di captarne i raggi e utilizzarne tutta l’energia.

Una civiltà del genere potrebbe, per esempio, smontare un pianeta come Giove e ridistribuirne la massa su una sfera intorno al Sole. Per il secondo principio della termodinamica la sfera finirebbe per riscaldarsi emettendo una forma caratteristica di radiazione infrarossa che potrebbe essere individuata dallo spazio.

June Jugaku dell’Istituto di Ricerca di Civiltà in Giappone insieme ai suoi colleghi ha sondato il cielo fino a ottanta anni luce di distanza, alla ricerca di civiltà di questo tipo senza trovare traccia di emissioni infrarosse del genere quinto. La nostra galassia ha un diametro di centomila anni luce.

Una Civiltà di Tipo II potrebbe colonizzare qualche pianeta del proprio sistema solare e intraprendere addirittura un programma di sviluppo dei viaggi interstellari. Grazie alle abbondanti risorse disponibili essa potrebbe aver sviluppato per le proprie astronavi delle forme di propulsione esotiche, come il motore a materia antimateria, che permetterebbe di raggiungere velocità prossime a quelle della luce. Si tratta, in teoria, di una forma di propulsione il cui rendimento energetico si avvicina al 100%.

Da un punto di vista sperimentale questa tecnologia sarebbe accessibile anche a una Civiltà di Tipo I ma i suoi costi sarebbero proibitivi. Serve un acceleratore di particelle per generare dei fasci di antiprotoni da usare per la creazione degli antiatomi.

Sul funzionamento di una Civiltà di Tipo II possiamo solo avanzare delle ipotesi. Quello che è certo, comunque, è che essa avrà a disposizione migliaia di anni per risolvere i conflitti sulla proprietà, sulle risorse e sul potere.

Una Civiltà di Tipo II teoricamente potrebbe essere immortale. È probabile che nulla di ciò che è noto alla scienza sarebbe in grado di distruggere una civiltà del genere a parte, forse, la follia dei suoi stessi membri.

Le comete e le meteore potrebbero essere deviate, le ere glaciali potrebbero essere scongiurate modificando il comportamento del clima. E anche la minaccia costituita dall’esplosione di una supernova a distanza ravvicinata potrebbe essere evitata semplicemente abbandonando il pianeta di origine e trasportando quella civiltà a distanza di sicurezza o, addirittura, interferendo con il motore termonucleare della stessa stella morente.

 

(5 – Continua)