Possiamo suddividere le tipologie di interpretazioni della Bibbia e della religione in Italia in tre categorie: la dogmatica, la negazionista e l’umanista.

 

Il dogmatismo e il negazionismo religioso

Alla prima appartengono le dottrine che seguono i dogmi della Chiesa Cattolica (“dogmatico” è inteso qui in senso neutro, non moralistico: “Relativo al dogma o ai dogmi della dottrina cattolica”); alla seconda, che ha vissuto un vero boom negli ultimi quindici anni, appartengono invece tutti quei testi, saggi e pamphlet che reinterpretano le vicende bibliche alla luce di teorie e assunti che si contrappongono ai dogmi ufficiali e quindi negano che la parola biblica attinga alla struttura metafisica monoteista tradizionale.

Va osservato che queste due categorie sono le più diffuse e che, per così dire, sono l’una lo specchio dell’altra: quando l’una afferma una verità, l’altra ne contro-afferma una opposta; quando l’una ribadisce il dogma, l’altra lo respinge. In quanto reciproco specchio, le due categorie sono anche reciprocamente imprescindibili: se non ci fosse l’una neppure l’altra potrebbe esistere. Inoltre, polarizzando in modo così impermeabile le reciproche dottrine, esse favoriscono il consolidamento dei reciproci pubblici, in linea con l’attuale tendenza di trasformare ogni persona in follower e ogni confronto in tifoseria.

 

L’umanesimo spirituale

La terza categoria l’ho definita umanista. La spiegazione di questo aggettivo è presto detta. Secondo questo approccio la Bibbia non viene letta e vissuta come un percorso di salvezza collettivo, prima di un popolo (l’Antico Testamento) poi dell’umanità (il Nuovo Testamento), ma come il percorso di realizzazione individuale.

Attraverso questo percorso, che si apre a ogni individuo secondo la sua libera scelta, si attua un interscambio vitale tra uomo e Dio: l’uomo si divinizza e Dio si umanizza, e la divinizzazione dell’uomo passa attraverso l’umanizzazione di Dio.

Dio entra in ognuno di noi. Si fa vicino, si fa umile, umano – le due parole condividono la medesima radice di humus, che rimanda al terreno fertile: l’insegnamento di Gesù è centrato proprio su questo “farsi carne” del divino che significa anche “farsi umile”, scendendo nella terra – nella carne – per renderla humus, terreno fertile. Così, entrando in ognuno di noi, diventando spirito nella nostra carne – la transustanziazione eucaristica – Dio può far germogliare in noi lo Spirito, e permetterci così di avanzare verso il prossimo piano evolutivo, il piano spirituale – la Rinascita o Resurrezione “nella testa” per usare la potente immagine di San Paolo.

 

La tua libera scelta di Dio

Puoi notare qui come sia tu a decidere fino a che livello portare la tua evoluzione. Puoi sentire Dio in te, sentire la sua vicinanza, la sua intima presenza, e portare nella tua vita di ogni giorno la coscienza di questa presenza. E io penso che già così diventerai un grande uomo, una grande donna, e cambierai il mondo. Oppure puoi spingerti ancora più avanti e aspirare, tu – chiunque tu sia, a qualunque condizione sociale o ambientale tu appartenga – alla vita mistica, la completa unione spirituale con l’Intelligenza Infinita di Dio.

Qualunque strada tu scelga (restare ancorato alla realtà attuale e rifiutarti di seguire il percorso spirituale, coltivare la presenza di Dio in te portandola nella tua vita quotidiana e quindi trasformando concretamente la tua vita secondo i nuovi principi spirituali, realizzare la vita mistica) sarai tu a sceglierla, e sarai tu ad assumerti la responsabilità della tua scelta. La religione diventa così esclusivamente una faccenda tra te e Dio.

Stando così le cose, non può certo stupire il fatto che questo terzo tipo di approccio – il più radicale poiché il più personale – sia oggi quello meno diffuso. Perché toglie le certezze a coloro che fondano sulle certezze le dottrine delle loro Chiese.

 

Principi spirituali universali

Alcuni dei principi spirituali che discendono da questo approccio umanista sono i seguenti:

  • Dio è la fonte e il creatore di tutto. Non c’è altro potere durevole. Dio è buono e onnipresente.
  • Siamo esseri spirituali creati a immagine di Dio. Lo spirito di Dio vive all’interno di ognuno di noi.
  • Creiamo le nostre esperienze di vita attraverso il nostro modo di pensare.
  • La preghiera (o connessione spirituale) è uno strumento potente che ci permette di rafforzare il nostro legame con Dio.
  • La conoscenza dei precedenti quattro princìpi non è sufficiente: bisogna viverli.

 

Questi principi, come puoi notare, si possono applicare a ogni Chiesa, perfino a ogni culto, perché ci restituiscono i significati etimologici della parola religione: da religare, “legare, unire insieme”, o da religere-relegere, “scegliere con attenzione”. La religione è ciò che ci permette di legare, di unire insieme, ogni individuo, ognuno di noi, con Dio, e questa unione è una scelta precisa e libera, che va fatta con attenzione, assumendosene la completa responsabilità e con la determinazione di far seguire alla scelta i fatti, facendo vivere i princìpi spirituali nella nostra vita.

La Chiesa di cui ci parla la spiritualità umanistica è perciò la vera Chiesa Universale: la Chiesa Interiore edificata al centro dell’essere di ognuno di noi. È una Chiesa che non ha bisogno di istituzioni, gerarchie o conclavi, e a cui non interessano donazioni o offerte. Ha bisogno solo di te, delle tue scelte, della tua libertà, della tua responsabilità. Della tua fede.

 

(2 – Fine)