In questo post vorrei fare il punto sulla ricerca essenziale di Mind3®. E per farlo pongo l’attenzione sul mio ruolo e sul mio essere filosofo.

Io, sì, sono un filosofo nel senso originario del termine: ricerco la natura e ricerco nella natura le strutture fondamentali della natura stessa.

Oggi la figura del filosofo non ha una sua collocazione.

Il filosofo oggi è quello che “non sa cosa fare…” e allora fa il filosofo. Lo psicologo e il sociologo, invece, per la loro storia, hanno trovato una collocazione pseudo-scientifica; non in senso discriminatorio o negativo, certo, ma hanno effettivamente trovato nel mondo contemporaneo delle applicazioni cliniche che hanno avvalorato una loro scientificità e, quindi, una loro collocazione più affine alle strutture del mondo contemporaneo.

Il filosofo un tempo era una figura molto di spicco: più di tutte le altre discipline la filosofia – così come la intendo io, nel suo significato originale – era tenuta in grande considerazione. Perché il filosofo era uno scienziato. Pensiamo ad Aristotele: era uno scienziato della natura, linguista, retore, politico, metafisico eccetera.

Oggi il filosofo non trova in alcun modo una sua collocazione ed è diventato solo “uno che sta a guardare in alto, con la testa tra le nuvole”.

Mind3® vuole essere l’occasione per una “rivincita” del filosofo. Voglio sottolineare proprio questo aspetto: Mind3® vuole individuare le strutture spirituali della mente e utilizzarle concretamente per raggiungere il nostro benessere e la nostra realizzazione.

Qui vorrei sintetizzare la differenza tra il metodo psicologico e Mind3®, senza muovere nessuna critica verso la psicologia e la metodologia psicologica.

Nella figura vedi questo schema:

 

Sul lato sinistro hai riassunta l’azione del metodo psicologico. I cerchietti in basso bianchi identificano le esperienze individuali.

Portiamo un esempio: l’ansia.

Il primo cerchietto possiamo identificarlo come l’Individuo Ansioso 1; il secondo cerchietto è l’Individuo Ansioso 2; il terzo cerchietto l’Individuo Ansioso 3, eccetera… fino ad arrivare a cinque individui ansiosi, cinque esperienze individuali di ansia.

Da queste esperienze individuali il metodo psicologico desume e individua una struttura generale: la tipologia/categoria dell’Ansioso sulla base delle ricerche, delle applicazioni e delle esperienze pratiche. Questa struttura generale, che il metodo psicologico ha desunto, ritorna verso il basso a coinvolgere tutte le esperienze individuali, applicando criteri generali a tutte le esperienze singole. Quindi metodi e strumenti legati all’ansia e all’ansioso vengono replicati su tutti gli ansiosi.

Cosa fa, invece, il metodo Mind3®? Essendo un metodo filosofico e un metodo metafisico, Mind3® individua la struttura o le strutture singole che stanno all’interno di una struttura universale. È importante, prima di procedere con il discorso, fare questa distinzione: Mind3® individua la struttura universale, non la struttura generale!

È fondamentale distinguere tra “universale” e “generale”:

  • Il generale è la somma delle esperienze individuali.
  • L’universale è qualcosa che trascende le esperienze individuali, è metafisico, nel senso che va oltre il fisico. Tutte le esperienze individuali (ciascuna con le sue peculiarità e con la sua unicità) rientrano all’interno di questa struttura universale

Qual è la differenza di azione?

Nel caso del metodo psicologico ognuno di noi e ogni esperienza individuale vengono ricondotti a una tipologia generale.

Nel caso della struttura universale del metodo metafisico ogni esperienza individuale rimane a se stante, rimane unica.

Con questo intendo dire che l’Individuo Ansioso 1 è completamente distinto dall’Individuo Ansioso 2. Come le impronte digitali non sono mai le stesse, per quanto simili possano essere, così la nostra impronta psichica, il nostro volto psichico e spirituale resta unico e completamente differente dagli altri.

Ognuno di noi è un’energia unica e peculiare. Ognuno di noi è misura di se stesso, come direbbe Socrate.

Questo fa sì che ogni nostra esperienza individuale possa rientrare all’interno di una struttura universale e quindi possa utilizzare gli stessi processi che risultano validi per tutti, per risolvere le esperienze negative individuali e, altresì, potenziare le peculiarità e mettere in atto – realizzare – quelle che sono le peculiarità uniche di ognuno di noi.