Con i nostri strumenti di crescita personale sperimentiamo energie reali quanto misteriose, ed esploriamo territori inediti, verso i quali il nostro paradigma attuale dominante, il paradigma tecno-scientifico (e le sue degenerazioni tecno-scientiste) non hanno risposte.

La reazione del paradigma dominante all’esplorazione di questi nuovi territori in genere è di 3 tipi: rifiuto, disprezzo, demonizzazione. Nessuno dei 3 tipi appare molto aperto di mente.

Eppure… c’è qualcosa che sembra proprio non funzionare nella sicumera del paradigma tecno-scientifico, con il suo dogmatico fideismo nel Dio Scienza e il suo ossessivo culto dei numeri, dei calcoli, delle misurazioni, dei modelli statistici.

Perché… dopo otto mesi, seguendo questo paradigma, il nostro paese è esattamente tornato alle stesse condizioni di partenza. Come gli Israeliti nel deserto, i nostri tronfi quanto arroganti detentori della Verità ci hanno fatto girare in tondo. Ed eccoci ancora qui, mezzi chiusi in casa, senza che ci venga prospettata alcun tipo di prospettiva tranne il quotidiano bollettino terroristico.

L’esperienza delle crisi passate

Mi riferisco alla contingente, logorante crisi del coronavirus, ovviamente. Ma i processi e gli schemi di questa crisi son gli stessi processi e gli stessi schemi di ogni crisi.

Per questo motivo, penso di avere l’esperienza giusta per dirti, con forza e certezza: non avere paura e non mollare.

Io ho attraversato le tempeste di molte crisi: crisi di salute fisica, crisi di salute mentale, crisi economiche durissime. Le ho sofferte tutte sulla mia pelle, e ne ho imparato a conoscere bene processi e schemi.

Sono state, per me, tutte crisi ben peggiori di questa ed ero completamente solo ad affrontarle. In questa crisi collettiva abbiamo perciò un vantaggio: non siamo soli, possiamo aiutarci gli uni con gli altri e uno dei modi per farlo da parte mia è proprio questo. Assicurarti che questa crisi finirà e che adesso, ancora di più, tutto dipende da come continuiamo a perseverare nell’usare i nostri strumenti mentali e spirituali.

Ogni crisi attraversa cinque fasi.

Non coincidono, è bene precisare, con le 5 fasi dell’elaborazione del lutto: negazione, rabbia, negoziazione, depressione, accettazione.

Non coincidono per il semplice fatto che le 5 fasi del lutto sono psicologiche, le 5 fasi delle crisi sono oggettive: non riguardano meccanismi della mente ma meccanismi degli eventi.

Ecco le 5 fasi.

  • Prima fase. Fase dell’evento

La crisi esplode, inaspettata. Dobbiamo far fronte all’emergenza. Nella crisi attuale, esplodono i contagi del coronavirus e arriva il lockdown.

A questa prima fase reagiamo in modo combattivo e volitivo. Ricordi? È la fase degli hashtag #andràtuttobene, #ioresto a casa, la fase in cui si cantano canzoni ai balconi.

Il nostro sistema psico-fisico reagisce all’evento traumatico mostrandoci una forza ed energie che neppure pensavamo di avere. L’esempio emblematico è la madre che riesce a spostare la macchina con la forza delle braccia per far salvare il figlio intrappolato dopo un incidente.

  • Seconda fase. Fase della speranza

È la fase in cui si spera che il peggio sia passato. In questa crisi è la fase della riapertura dopo il lockdown, dell’estate che dà un po’ di respiro, e che quasi davvero ti fa sperare che sia finita. Ma dentro di te sai che non lo è…

  • Terza fase. Fase dell’incertezza

È la fase della disillusione. I segnali negativi ritornano, quello che speravamo di aver superato pare ritornare, perfino più forte di prima, perché si manifesta in modo più subdolo: si moltiplicano i segnali di incertezza, gli alti e bassi diventano la norma, non si ha mai un indicatore certo, tutto è perennemente in bilico, e la crisi sembra che non finirà mai. È la fase attuale che stiamo attraversando, la fase in cui La notte è più buia prima dell’alba

  • Quarta fase. Fase del riassestamento

È la fase in cui l’alba inizia a schiarire il cielo e a rinfrescare i pensieri. Gli indicatori positivi si susseguono, anche se ancora permane una certa fragilità e insicurezza, ma giorno dopo giorno si può cominciare e continuare a migliorare stabilmente.

  • Quinta fase. Fase del superamento

La crisi finisce. Perché, ricordalo, ogni crisi finisce. C’è sempre un dopo. E il tuo dopo dipende dal tuo adesso. Come sarai dopo la fine di questa crisi dipende da come hai affrontato e continui ad affrontare questa crisi. Per questo mi permetto di continuare a spronarti e a motivarti: non mollare: continua a usare i nostri strumenti, i tuoi strumenti, fino al superamento di questa crisi, e ti accorgerai di essere diventato più forte e di aver sviluppato, proprio da questa crisi e durante questa crisi, le tue vere potenzialità. Di aver fatto fiorire la qualità della tua vita.

La notte è più buia prima dell’alba

Ricorda: questo è il momento in cui la notte è più buia perché è la notte che precede l’alba, non mollare. Continua a usare i tuoi strumenti di crescita personale e ricordati quanto diceva un grande del nuovo pensiero, Robert Collier: “Uno scopo preciso, mantenuto a dispetto di ogni scoraggiamento e fallimento, nonostante tutti gli ostacoli e l’opposizione, vincerà, non importa quali siano le probabilità”.

Anche se adesso ti sembra che il buio sia così fitto che nessuna luce potrà mai penetrarlo, fidati di me: non è così. Continua ad accendere la tua luce nel buio, anche se non si vede. Presto si irradierà tutto intorno e il buio sparirà.

Non preoccuparti adesso di raccogliere: pensa solo a seminare. Anche se ti sembra che non raccoglierai mai niente. Continua a seminare. Raccoglierai.

Ricorda le parole del profeta Isaia: “Io sono il Signore: a suo tempo, farò ciò speditamente.”

A suo tempo, la crisi finirà, e in fretta. Devi avere la capacità di essere già là, in quel tempo, e di restare là, avendo fede in Dio, naturalmente – tutto qui. Hai detto poco 🙂

Anche se fossero solo parole…

Potresti dirmi: chi me lo assicura? Tu?

No, certo, nessuno te lo può assicurare.

Ah, dici allora, ma sono solo parole.

Ok è vero, mettiamo che siano solo parole. Ma almeno qualcuno te le dice, queste parole. Ci fosse stato anche soltanto uno che mi avesse detto queste parole, durante le mie terribili crisi… ti assicuro che sarebbero state di grande aiuto, anche solo queste parole.

Ma perché almeno queste parole, di rassicurazione, di conforto, di motivazione, di speranza, non ce le dicono loro? Perché non ce le dicono i guru della tecnoscienza, o i baroni della medicina? Perché non ce le dicono i politicanti? Perché non ce le dice la Chiesa?

Per me la risposta è semplice: perché sono loro i primi che hanno perso la bussola. Sono i primi a essere smarriti, e a sapere che i loro strumenti non funzionano più. Per questo sono così arrabbiati e si comportano sempre peggio: perché sanno che i loro modelli, e di conseguenza loro, sono al tramonto.

E come l’animale ferito diventa più feroce, ecco che loro diventano ancora più feroci sui loro paradigmi di pensiero: ce la vogliono far pagare per il loro fallimento. Continuano a insistere a cercare nel posto sbagliato e a non trovare niente. Perché il piano degli eventi, così come il piano dei sintomi, non è il piano della causa, ma il piano dell’effetto. La causa di ogni squilibrio, individuale, sociale, politico, planetario, non è nel corpo, la vera causa di ogni squilibrio è lo squilibrio tra anima e spirito.

Non mollare mai

Questa è la semplice verità, che sempre di più emergerà fino a diventare il nuovo paradigma. Non ho dubbi su questo. Non so se ci vorranno altri dieci anni o altri cento, non è compito mio saperlo. Il mio compito è fare la mia parte e stare dove Dio vuole che io stia. Sarò un pazzo, sarò un fanatico, ma questo compito lo prendo molto seriamente, e non lo deluderò.

E adesso il mio compito è stare qui, e anche se sono l’unico a continuare a ripeterlo, come quel pazzo che quattromila anni fa continuava a ripetere che c’era una voce che lo chiamava nel deserto, continuerò a ripeterlo, fino a quando non mi rinchiudono: non aver paura e non mollare. Continua a usare gli strumenti di crescita personale e continua a creare la tua migliore realtà, fino a quando non l’avrai manifestata. A suo tempo, ciò avverrà, speditamente.