Vorrei parlarti in questo post del tema della connessione spirituale, e vorrei farlo in modo molto pratico, invitandoti a (e illustrandoti come si fa a) praticare la presenza spirituale.

Per farlo mi avvalgo di un piccolo quanto meraviglioso libro che si intitola proprio La pratica della presenza di Dio, che racconta del modo di vivere di un certo Nicholas Herman di Hériménil, un piccolo villaggio della Lorena, meglio conosciuto come Frate Lorenzo della Risurrezione. Frate Lorenzo era un umile fratello laico carmelitano del XVII secolo, un semplice taglialegna e portatore d’acqua per gli altri abitanti del monastero.

La storia di Frate Lorenzo

Frate Lorenzo trovò Dio molto semplicemente: nella propria interiorità. I suoi metodi erano la quintessenza della semplicità. Invece di studiare libri di dottrina e teorie su Dio, presupponeva di trovarsi sempre in presenza di Dio, e quindi di potergli parlare e confidarsi con lui in ogni momento. In questo modo si metteva in contatto diretto con Dio con una semplicità, una ingenuità, infantile. Non si arrovellava in intricate complessità teologiche; semplicemente dava Dio per scontato, come un bambino fa con i genitori.

Frate Lorenzo non studiava Dio: lo frequentava. Ed è questo l’insegnamento che vorrei arrivasse anche a noi: dobbiamo superare lo stadio della mera speculazione su Dio e arrivare ad avere una relazione con Dio fino a diventare tutt’uno con Lui.

Frate Lorenzo non pensava che Dio si trovasse in un luogo sperduto chissà dove; era convinto, invece, che si trovasse insieme a lui tra le pentole e le padelle della cucina del monastero, e fosse interessato quanto lui alla loro pulizia e lucidatura.

Dava per scontata la presenza di Dio; prese l’abitudine di parlare direttamente a Lui rendendolo una sorta di confidente. Credeva che Dio fosse con lui come una presenza invisibile, con la quale poteva confidarsi in ogni momento.

Frate Lorenzo chiedeva l’aiuto di Dio prima di dedicarsi a ogni compito. Poi, una volta finito, ringraziava Dio per averlo aiutato a eseguirlo perfettamente. Dio diventò una presenza reale per lui ed era sempre presente, lì, con lui, manifestando in pratica quotidiana le parole di San Paolo: ‘In Lui viviamo, ci muoviamo e abbiamo il nostro essere.’

Pratica la presenza spirituale

Prova a farlo anche tu. Esercitati a praticare la presenza spirituale, a sentire la presenza di Dio, non nei grandi eventi spirituali collettivi, nelle cerimonie religiose, o ascoltando una musica sacra, o nelle parole dei grandi padri spirituali. Ma qui, adesso, nella tua stanza. Pensa: “Dio è in questa stanza, la Sua presenza la riempie”.

Ecco come ti suggerisco di fare.

Per prima cosa, cerca di rilassarti. Qualcuno, forse Ralph Waldo Emerson, disse che l’Assoluto dimora sempre nel sorridente riposo. Se ci rilassiamo sufficientemente possiamo sperimentare un certo grado dello stesso sorridente riposo, perché molte delle nostre resistenze sono dovute alle nostre tensioni, emotive e fisiche, alle contratture del corpo e della mente. Per rilasciarle velocemente non c’è sistema più efficace (e gratuito!) del respiro.

Inspira profondamente dalle narici.

Lascia che i polmoni si riempiano.

Trattieni il respiro.

Espira con la bocca tutta la tensione.

Ripeti la sequenza fino a quando non ti senti rilassato, cioè provi una sensazione di profonda pace: questo il segnale che la tua mente ha cessato la sua agitazione e sta lavorando in corrispondenza con la Mente Divina.

Più ti rilassi, più lasci andare le resistenze.

Più lasci andare le resistenze più ti rendi conto che i raggi dell’Unica Vita Infinita non ti stanno semplicemente colpendo, ma ti stanno attraversando.

Più ci rilassiamo, più ci diventa possibile realizzare che tutto questo sta accadendo realmente.

E prova a sentire questa presenza, prova a renderti conto che non c’è il minimo spazio nella stanza che non sia riempito dalla presenza di Dio.

Fai finta che la presenza ci sia

E se non lo riesci a sentirla, usa questo trucchetto: Fai finta che ci sia.

Anche se non credi che ci sia, fai finta che ci sia. Come sarebbe la tua giornata se Dio fosse sempre lì, accanto a te? Quanti dubbi avresti ancora? Quante paure, quante incertezze? Potresti pensare che qualcosa potrà andare male o che stai sbagliando qualcosa, se Dio è sempre lì, accanto a te?

Potresti temere di non avere la possibilità o il tempo per realizzare i tuoi sogni, se Dio fosse veramente lì, accanto a te? Costantemente vicino a te?

Penso proprio di no. Penso proprio che se fossimo certi, in ogni istante, di avere sempre Dio vicino a noi, se lo sentissimo lì, davanti a noi, con la stessa chiarezza con cui vediamo la nostra faccia allo specchio, penso che tutti noi ci sentiremmo invincibili.

Gesù diceva: ‘Dio è Spirito’ – ossia l’unico Spirito universale in cui viviamo e da cui tutto dipende. Lo spirito ci circonda come un’atmosfera e ci penetra, proprio come le onde sonore passano attraverso i muri di cemento o di mattoni.

Lo spirito è in noi, e noi siamo in lui. Tutto quello che ci serve per vivere la nostra migliore vita, e per manifestare il nostro migliore noi stessi, è già qui, a disposizione di tutti, completamente gratis. Dobbiamo soltanto conoscerlo e imparare a usarlo.

Tutto qui. Be’, tutto qui…

Ecco perché è importante praticare, praticare e continuare a praticare: fino a quando riusciremo ad aprire completamente le porte della nostra percezione spirituale e davvero a vedere la realtà come veramente è: infinita.